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Un'opportunità per chi vuole entrare nel sistema alimentare, ecco il corso di tecnico superiore per il sistema qualità del prodotto e del processo

Sì chiudono il 12 settembre le iscrizioni al corso per Tecnica Superiore per il Sistema Qualità del Prodotto e del Processo, un'opportunità particolarmente importante per i ragazzi che vogliono specializzarsi e trovare facilmente lavoro nell'industria agroalimentare, un settore che ha registrato negli ultimi anni tassi di crescita importanti, che ne fanno il secondo comparto italiano per fatturato, dopo il metalmeccanico. Il settore evolve rapidamente verso l'uso di strumenti gestionali e organizzativi adeguati al suo crescente valore strategico, confermandosi capace di generare occupazione in misura significativa, con spiccata tendenza per profili e competenze tecnico-gestionali.
Il corso, un IFTS della durata di 1,200 ore, di cui 840 di aula (da settembre 2005 a febbraio 2006) e 360 di tirocinio in azienda (marzo-luglio 2006), delinea una figura professionale che interpreta e applica le normative della qualità nel proprio contesto; analizza e tiene monitorati il prodotto, i processi e l'organizzazione del sistema produttivo; raccoglie ed elabora i dat; gestisce e utilizza i sistemi dl controllo; cura le politiche della qualità e le procedure; assicura la loro attuazione e diffusione, l'elaborazione e l'aggiornamento della documentazione sulla qualità; mantiene i collegamenti con gli Enti di certificazione.
Particolarmente orientato verso le filiere delle carni fresche, delle carni trasformate e del comparto lattiero-caseario, Il corso permetterà di effettuare:
• il controllo delle materie prime In entrata, la verifica e applicazIone dei capitolati per i rapporti fornitore - distribuzione
• la valutazione delle principali analisi chimiche, blochimiche e mlcrobìologiche su materie prime e prodotti finiti
• Il monitoraggio delle fasi di processo produttivo / distributivo
• l'applicazione del pacchetto normativo HACCP
• la “tracciabilità” del prodotto finale con logica di “food safety” Il profilo professionale in uscita collaborerà, inoltre, alla realizzazione, applicazione e monitoraggio del sistema gestione qualità (ISO 9000), del sistema di rintracciabilità e della certificazione di prodotto.
Il corso è rivolto a giovani, diplomati o laureati, lnteressati a ricoprire ruoli tecnico- specialistici in aziende del settore agroalimentare o a svolgere attività autonoma in area servizi tecnici / qualità rivolti al compatto agroalimentare.
E’ indirizzato inoltre a dipendenti / collaboratori di aziende o professionisti interessati a aggiornare le proprie competenze sulle tematiche trattate.
L’ Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto di Istruzione Superiore Stanga di Cremona sono partner di questo progetto che vede Ifoa, Centro di Formazione e Servizi delle Camere di Commercio, come capofila.
Al termine del percorso formativo, che permette di acquisire-competenze certificate e riconosciute nei piani di studi universitari, verrà rilasciato un certificato di specializzazione tecnica superiore della Regione Lombardia, oltre a crediti formativi riconosciuti dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, a seguito dl specifica delibera del Consiglio dì Facoltà Agraria.
Le domande dovranno pervenire a mezzo posta, fax o e-mail entro le ore 12.00 del 12/09/2005 a: Via Olmetto 5, 20123 MILANO - Tel. 02/26705056 - Fax. 02/ 26705060 - e.mail: milano@ifoa.it



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Un progetto cremonese di valenza europea per la sicurezza alimentare presentato all'UEO

E’ stato presentato alla Commissione Europea per il finanziamento nell’ambito delle misure di sostegno riguardanti l’area tematica di ricerca Qualità e Sicurezza Alimentare il progetto EDUCOMFOOD sul tema della sicurezza alimentare, coordinato dalla Camera di Commercio di Cremona.
Il progetto, del valore complessivo di circa € 420.000 e della durata di 24 mesi, si propone di identificare le problematiche relative all’introduzione, prevista per gennaio 2006, del nuovo pacchetto di regolamenti comunitari destinato a disciplinare il delicato capitolo della qualità e sicurezza alimentare e realizzare piattaforme di informazione per tutti gli attori coinvolti nella catena alimentare, dai produttori ai consumatori, con particolare riguardo al settore carne e latte.
Il progetto presentato all’Unione Europea si propone in particolare di creare un percorso di parificazione tra gli Stati membri sul tema della sicurezza alimentare per il consumatore: l’ingresso nella UE di 10 nuovi Paesi pone infatti problemi di adeguamento agli standard europei. Ciò richiederà tempo e molto impegno, ma la prospettiva di avere un mercato interno europeo omogeneo in termini di sicurezza alimentare e privo di dinamiche di concorrenza sleale, potrà diventare un importante “marchio” in grado di aumentarne la competitività nei confronti di un mercato globale sempre più aggressivo.


I doppioni autostradali che devasteranno il territorio cremonese

Tirreno-Brennero sulla corsia di sorpasso e l’autostrada Cremona - Mantova cerca di andare a ruota: due guai, ma dov’è il vantaggio economico del territorio? (Per non parlare del disastro ambientale)

Il "Corriere della Sera" pubblica un articolo durissimo contro la Tirreno - Brennero, la contestata autostrada che guasta una gran fetta del territorio cremonese. Ed a questo servizio del Corriere si aggiunge un bellissimo aricolo di Fabrizio Bottini dedicato all’autostrada Cremona - Mantova, che appare sul sito http://www.eddyburg.it.
Ecco i due articoli che dovrebbero far meditare l’entourage politico cremonese se avesse davvero a cuore la tutela del territorio e il suo effettivo sviluppo economico.

di Laura Guardini

La Cremona - Mantova: cifre irrealistiche? E la Giustificazione del Canale 5 che però... non tocca la Lombardia

Ci sono aspetti comici per non dire tragici nelle dimenticanze del progetto

di Fabrizio Bottini
www.eddyburg.it

(....) La Cremona - Mantova, questa iniziativa di autostrada regionale, a quanto pare di capire la prima in Italia, (...) a parere dei critici non sembra inaugurare una stagione nuova, ma solo (come già indicato in altri settori) sostituire o affiancare al centralismo statale un neo-centralismo regionale, catapultando decisioni sul territorio secondo una logica politica e tecnica vetusta.
Si è ad esempio citato sinora il solo tema del Corridoio 5, e della sua non riconducibilità né al quadro delle comunicazioni interne regionali, né alla lettera della fascia internazionale di relazioni e infrastrutture così denominata, che secondo la massima autorità della Commissione, letteralmente “non tocca la Lombardia”. Ma c’è pure il tema del traffico, con cifre di flussi che secondo i critici sarebbero gonfiate o irrealistiche, e che certo nell’esperienza quotidiana non sembrano toccarsi con mano.
Perché se è vero che il tracciato della Padana Inferiore fra i due capoluoghi (Barcellona-Kiev a parte) ha numerosi intoppi, punti pericolosi, nodi irrisolti, non si vede perché il toccasana dovrebbe essere un sinuoso serpentone che come tutti i suoi simili appoggia un universo a parte sul territorio, i cui rapporti con l’intorno vengono di norma stabiliti e gestiti ex-post.
L’argomento è ovviamente complesso e io non sono né specialista né dilettante. Posso però considerare se non altro coerente la relazione che la senatrice Anna Donati ha redatto sul tema del sistema Ti.Bre.Cremona-Mantova (disponibile integralmente al sito dei Verdi), per esempio quando afferma che è proprio la contraddizione fra infrastruttura locale e tratto di infrastruttura continentale a indicare una assenza di progetto, o meglio una assenza di sistema nell’idea di progetto. Da qui, il non pensare in termini di comunicazione, di flussi, di modalità, ma solo in termini di opere, da piazzare dove capita secondo le giustificazioni più varie, e poi in seguito perfezionare e adattare ai contesti a seconda della resistenza che questi via via offrono.
C’è in effetti qualcosa di tragico, e qualcosa di complementarmente comico, nell’immagine del progetto ACME che corre in quello che considera dal proprio punto di vista un deserto, ignorando i propri “simili” (la Padana, la ferrovia) salvo quando se li trova di fronte ed è costretta a saltare in alto, in basso, a destra e a sinistra.

Via libera al progetto definitivo. Prevede anche sottopassaggi per i rospi. Ha già staccato di parecchie distanze Brebemi, Pedemontana e Tangenziale Est-Est ed ora, forte di un progetto definitivo, punta sull’apertura dei primi cantieri entro il 2006. E’ il Tibre, il collegamento Tirreno-Brennero: 85,25 chilometri di nuova autostrada da realizzare tra Parma e Nogarole Rocca per collegare l’Autobrennero alla Cisa. Il volume di traffico, secondo stime che però risalgono a qualche anno fa, dovrebbe aggirarsi sui 25 mila veicoli al giorno. Un miliardo e ottocento milioni è il costo di realizzazione del progetto, previsto già nel 1974 dalla concessione ad Autocamionale Cisa della Parma-La Spezia e inserito tra le 21 opere «di preminente interesse nazionale» individuate dalla Legge obiettivo nella prima fase del governo Berlusconi.
Mentre gli altri tre grandi progetti che riguardano la viabilità lombarda (appunto, Brebemi, Pedemontana e Tangenziale Est-Est) sono ancora alla fase di massima dei progetti e quindi ben lontani dal definitivo via libera del Cipe (quello di fine luglio ha riguardato solo il preliminare), il Tibre, con la sua versione definitiva, potrebbe riuscire ad avere l’ultimo benestare del Comitato interministeriale prezzi prima della prossima primavera quando, alla fine della legislatura, anche il comitato andrà in scadenza.
L’ITER — Approvato lunedì scorso dal consiglio di amministrazione di Autocamionale Cisa spa, entro il 9 agosto il progetto definitivo sarà notificato agli oltre 120 enti interessati: a partire dal 9 settembre potranno essere convocati alla conferenza dei servizi chiamata a dare il parere favorevole, ultimo passaggio prima del «sì» definitivo del Cipe. «Per la primavera l’obiettivo è di completare l’iter delle autorizzazioni e il piano finanziario» dice Giulio Burchi, presidente di Autocamionale Cisa oltre che della metropolitana Milanese.
IL TRACCIATO — Gli 85,24 chilometri della nuova autostrada si snodano tra Veneto (km 15,7), Lombardia (km 51,750 tra le province di Mantova e Cremona) ed Emilia (km 17,5). La maggior parte del tracciato è a raso, ma sono previsti anche circa 10 chilometri di viadotti e 6 in trincea. Sul Po sarà realizzato il più lungo ponte strallato (senza piloni di sostegno nel fiume) d’Italia in cemento armato, lungo 3.700 metri; altri ponti permetteranno di superare Oglio e Mincio.
L’AMBIENTE — La Cisa sottolinea che «una parte rilevante» della spesa prevista è destinata alla salvaguardia dell’ambiente: le aree espropriate sono circa il doppio di quelle strettamente necessarie alla realizzazione dell’autostrada in modo da realizzarvi, a fianco, boschi e altre barriere antipolvere e antirumore. Una cinquantina di piccoli depuratori — serviti dal collettore realizzato sotto il manto stradale — filtreranno l’acqua piovana che dilava la carreggiata (ed eventualmente liquidi versati in seguito a incidenti). Un pensiero, infine, agli animali: ricci, topi, ranocchie e rospi desiderosi di passare da un lato all’altro del Tibre avranno a disposizione comodi e sicuri sottopassi con tanto di presa d’aria a metà, a intervalli di 2-300 metri.

Gli ambientalisti: un’opera costosa e inutile

«Una spesa sproporzionata ai benefici che verranno dall’autostrada». Mario Pavesi, segretario provinciale dei Verdi di Mantova — la provincia maggiormente toccata dal Tibre, che ne taglierà la campagna per 37 chilometri — segue, e combatte, il progetto sin dalle prime bozze. «Non siamo contrari alle autostrade — spiega —, ma qui si parla di un prezzo esorbitante per un’opera di scarso interesse: nella geografia commerciale l’asse Brennero-Spezia non ha particolare importanza. Senza contare che è in via di completamento la superstrada che da Reggiolo Rolo, a sud di Mantova, va a Parma: praticamente lo stesso percorso».
Insomma, pochi veicoli risparmierebbero pochi chilometri? «Sì, questa è anche il risultato di analisi della Provincia di Mantova. E, intanto, i costi di realizzazione delle autostrade sono sempre più alti, anche perché costruirle, in zone tanto urbanizzate, è sempre più complicato».

Katoen cresce con molta fiducia nel suo futuro a Cremona

Confortante il coinvolgimento nello sviluppo di intelligenze e di imprese cremonesi


Il presidente della Katoen Dirk Verwimp alla preentazione dei luovi lavori di allargamento del colosso della logistica nel Porto di Cremona. Gli sono accanto il sindaco Corada e il presidente dell'Azienda dei Porti Albera. Sotto, le tre fasi di insediamento della Katoen.



L'arrivo del primo treno completo da carico da La Spezia e l'avvio della seconda fase dei lavori di consolidamento della presenza del colosso belga della logistica Katoen nel porto di Cremona, hanno consentito al presidente Dirk Verwimp di fare il punto sulle prospettive, decisamente interessanti, di questa presenza che oltre tutto nella sua fase di sviluppo ha confermato la volontà di servirsi principalmente delle intelligenze cremonesi, ma non - stante le condizioni del Po - della navigazione interna che deve ormai registrare l'abbandono della navigazione turistica (salvo una eccezione). Erano presenti anche le autorità cremonesi.
Il progetto completo del colosso belga, si articola in tre fasi, di cui la prima ultimata nel 2003, la seconda, ora in fase di avvio, con previsione di completamento entro giugno 2006 e la terza, che potrà essere attivata entro il giugno 2006, a discrezione della stessa Katoen.
Il 14 luglio è stato sottoscritto da Azienda e Katoen il nuovo disciplinare riguardante la fase 2, che prevede l'occupazione complessiva di mq. 29.160 di area in posizione contigua rispetto a quella occupata nella fase 1.
La fase 2 comprende 42 silos, che saranno costruiti con la massima urgenza, e 4 capannoni per un totale di 14.000 mq. Durante il cantiere saranno anticipate anche le fondazioni per 18 silos supplementari già ricompresi nella nuova concessione edilizia.
Lo studio tecnico che segue la progettazione e direzione lavori è lo Studio Tecnico Morandi dell'ing. Giovanni Morandi e dell'arch. Paola Morandi di Cremona.
Come impresa esecutrice è stata scelta Paolo Beltrami di Paderno Ponchielli; i prefabbricati saranno della RDB di Pontenure (PC), mentre è in corso la gara per l'impiantistica, alla quale parteciperanno imprese legate al territorio.
Il Comune di Cremona ha già rilasciato la concessione edilizia, che permetterà l'inizio dei lavori a partire dal mese di agosto allo scopo di comprimere al massimo i tempi realizzativi.
Anche in questo caso, si è manifestata una perfetta ed efficace sinergia operativa tra enti pubblici, il cui compito è creare e favorire le condizioni affinché i privati possano contribuire alla crescita economica, e privati stessi che, in tempi ragionevoli o, addirittura assai contenuti, possono così realizzare i loro programmi imprenditoriali di sviluppo.
La società belga conferma, dunque, senza riserve, la scelta del porto di Cremona quale ideale localizzazione di un centro intermodale a servizio del nord Italia per tre ordini di motivazioni:
• il porto, servito dalla strada, dalla ferrovia e dall'acqua, è caratterizzato dalla trimodalità: peculiarità pressocché unica nel territorio italiano;
• per la sua posizione geografica è in grado di funzionare come centro di distribuzione sia in riferimento a flussi transalpini che in riferimento a flussi marittimi;
• il valore aggiunto di queste operazioni rimane ancorato al territorio lombardo senza, peraltro, che questo sia gravato di un ulteriore appesantimento del traffico, già molto intenso ed al limite della congestione.
Negli ultimi due anni, infatti, ogni nuovo soggetto alla ricerca di un centro di distribuzione della plastica in Italia, dopo aver valutato varie alternative, ha scelto Cremona e Katoen, un binomio che ormai offre adeguate garanzie di buona ed efficiente operatività.
L'85% del fatturato di Katoen è rappresentato da “esportazioni” di servizi verso clienti stranieri.
Il 75% del fatturato proviene da clienti che precedentemente servivano il territorio italiano da centri di distribuzione esteri, contribuendo così al “Made in Italy” dei servizi.
Nel 2004 il traffico su gomma nel porto ha raggiunto, grazie a Katoen, le 100.000 t.; nell'anno in corso ne è previsto il raddoppio.
Al trasporto via gomma si andrà affiancando in modo sistematico e sempre più incisivo il trasporto via ferrovia che svolgerà un ruolo primario nelle modalità di trasporto adottate da Katoen, in attesa di dare uno spazio adeguato anche al trasporto idroviario che, fin dall'inizio, ha attirato l'attenzione della società e l'ha indotta a scegliere Cremona a fronte delle altre possibilità che hanno costituito oggetto di valutazione.
La conferenza stampa ha coinciso con l'arrivo a Cremona del primo treno completo proveniente da La Spezia.
Si tratta di una prova generale che, se avrà esito positivo, come vivamente si auspica, consentirà l'avvio, da settembre, di un traffico che prevede un treno completo settimanale da La Spezia a Cremona.
L'operatore sarà la ditta Logtrainer, secondo in Italia dopo Trenitalia, che vanta una grande esperienza nell'intermodalità in riferimento a container marittimi; è operativo soprattutto su Rubiera (esportazione di piastrelle) e Milano con 22 treni completi giornalieri.
La merce della Katoen arriva a La Spezia principalmente con due linee marittime: la Mediterranean Shipping Company (seconda linea marittima mondiale, di origine italiana) e la United Arab Shipping Company (la più importante linea marittima da e verso il Golfo Persico).
La MSC e la UASC, visto l'aumento del traffico verso Katoen, hanno deciso di spostare tutto il loro traffico dalla strada alla ferrovia.
Inizialmente il treno in partenza da Cremona porterà solo container vuoti verso Rubiera, dove verranno utilizzati per l'esportazione di piastrelle modenesi.
Per il futuro, esiste la volontà di sviluppare ritorni verso La Spezia, così servendo anche esportatori interessati nel territorio cremonese e bresciano.
Ogni treno completo porterà 28 container pieni, con conseguente rilevante diminuzione di automezzi circolanti sulla strada in vista dell'auspicato e necessario riequiibrio modale dei trasporti.
Come già precisato, da settembre inizierà il traffico con un treno settimanale, ma le “tracce” per il secondo treno settimanale sono già state richieste e ottenute, con conseguente previsione di un ulteriore significativo incremento del traffico ferroviario nel porto di Cremona.

Il Consorzio Casalasco del Pomodoro si si estende e diventa anche streumento coro la crisi occupazionale

Acquisizione da parte del Consorzio Casalasco del Pomodoro delle strutture industriali del Gruppo CSP Sanpellegrino Int. situate nel Comune di Rivarolo del Re. Con un investimento di notevole entità il Consorzio Casalasco del Pomodoro non solo rafforza l’avvenire industriale dell’ azienda cooperativistica operante nel settore della lavorazione e trasformazione del pomodoro e derivati, ma sostiene l’ipotesi del varo di un modello distrettuale di notevole importanza. Loperazione si colloca quindi in uno scenario più ampio, che ha dei risvolti sul piano occupazionale, con ricadute positive che possono arginare in qualche modo gli effetti drammatici della crisi congiunturale che ha colpito il settore tessile e non solo. Tuttavia, all’interno delle misure e dei finanziamenti previsti dalla Misura G, non vi è stata risposta e giusta attenzione da parte della Regione Lombardia. Proprio per questo, ed in attesa di piani aziendali, si spera in un appoggio della Regione.

Cacciatori riconfermato alla Presidenza di Cna Cremona

Sarà Fausto Cacciatori il presidente della Cna di Cremona per i prossimi quattro anni.
E’ questo il risultato della Assemblea Elettiva . Alla serata erano presenti anche il vice presidente provinciale Giuseppe Ghisani, e il Presidente regionale Tarcisio Viscardi.
La scelta della continuità viene in un momento in cui la Cna sta radicalmente modificando la sua forma associativa in vista dell’apertura ad altre categorie imprenditoriali. Non solo artigiano, infatti, è il futuro della Confederazione Nazionale dell’Artigianato.
La direzione provinciale eletta l’altra sera è composta da 23 persone mentre la presidenza, l’organismo più operativo dell’associazione, è costituito da nove persone provenienti dalle varie categorie professionali.
La Cna conta 2424 imprenditori iscritti sul territorio cremonese, un numero di pensionati che raggiunge quota 938 e 51 dipendenti divisi nelle varie sedi della provincia.




La pagina è aggiornata alle ore 12:35:48 di Dom, 25 set 2005