"Il Vascello" e la conoscenza

Un pianetino nella costellazione della Vergine intitolato all’astrofilo cremonese Achille Leani 


Un pianetino intitolato all’astrofilo cremonese Achille Leani. Ecco la lettera ufficiale inviata al figlio Gianni: “…. è con grande piacere che Le comunico che il nome LEANI ( per l’asteroide 96623 – ET4 1999, da me scoperto ) è stato ufficialmente accettato dalla SMALL BODIES NAMES COMITTEE della INTERNATIONAL ASTROMICAL UNION. Adesso è ufficiale : il nome definitivo di quel pianetino è LEANI, in onore di suo padre ACHILLE LEANI.

Sarò lieto di darne comunicazione al prossimo Convegno del G.A.D. – Gruppo di Astronomia Digitale.

Dr.Matteo Massimo Maria SANTANGELO”

 

Alcune integrazioni :

la scoperta è stata fatta da Santangelo nel 1999 ma sono richieste dal protocollo Internazionale altre osservazioni, opportunamente certificate, in varie parti del mondo, per poter avere il riconoscimento ufficiale. Le conferme sono tutte avvenute e, quindi, la scoperta è stata certificata e lo scopritore ha confermato il nome di Achille Leani e, cioè, : “ LEANI” al corpo celeste che è visibile nella costellazione della Vergine.

Già un Fra Gerolamo da Cremona, se ricordiamo bene, siede ( metaforicamente) su un cratere lunare. Oggi un cremonese naviga tra la costellazione della Vergine ( sempre metaforicamente) là dove è stata scoperto ET4-1999, ora “LEANI”.

Dunque, la vergine ha fatto un figlio – tra le … braccia della vergine naviga, ora, con il suo nome.

I progetti e gli interventi promossi nella Cattedrale di Cremona in occasione del prossimo IX Centenario di Fondazione, saranno illustrati GIOVEDI 29 SETTEMBRE , alle ore 10.30,   presso la “Sala Bolognini” del Palazzo Vescovile, in P.zza S. A. M. Zaccaria, 5 a Cremona.
Interverranno:  

• Mons. Mario Marchesi. Ordinario Diocesano Mons. Giuseppe Perotti. Parroco – Rettore della Cattedrale di Cremona : “Attese per le celebrazioni del IX° Centenario di Fondazione della cattedrale”
• Dott. Arch. Carla Di Francesco. Direttore Regionale Beni Culturali e del paesaggio : “Prospettive di interventi per la Cattedrale di Cremona in occasione del IX° Centenario di Fondazione”
• Arch. Luca Rinaldi. Soprintendente Beni Architettonici e per il paesaggio della Lombardia Orientale. : “Le prospettive del progetto sulle coperture e della valorizzazione dei sottotetti”
• Dott. Filippo Trevisani. Soprintendente per i beni Storico – Artistici della Lombardia orientale : “Gli interventi ministeriali per la Cappella del Santissimo”

• Arch. Eugenio Bettinelli. Docente Politecnico di Milano e consulente dell’Ufficio Nazionale della CEI per progetti illuminotecnica : “Il progetto illuminotecnica della Cattedrale di Cremona: caratteristiche essenziali”. 


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Dossier


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C'è qualcuno che ricorda Pirlin?



I fumetti di una bambina: Vera Villaschi



La poesia di una bambina che resta tra noi con i suoi straordinari fumetti

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Omaggio a Julius Verne, la sua è vera arte "immaginifica"

di Gianfranco Taglietti



Anche la NASA deve molto a Julius Verne

Giulio Verne è certo uno degli scrittori di romanzi (di fantascienza, si direbbe oggi) che meglio e più di altri ha stimolato la nostra immaginazione, ha sollecitato la nostra curiosità; ha fatto correre per gli spazi interstellari e per le profondità marine la nostra mente di giovanissimi. In seguito sarebbero venuti i romanzi sentimentali e, poi, le storie erotiche: l'innocenza era ormai perduta, ma quel mondo che Verne ci aveva ci aveva creato con la sua straordinaria capacità inventiva tra lo scientifico e l'immaginifico, restava nel profondo del nostro piccolo patrimonio di conoscenze.
“Immaginifico” è l'aggettivo che forse meglio gli si addice, meglio a lui che a Gabriele D'Annunzio, che ha coniato questo qualificativo per definire il grandissimo scrittore di cui quest'anno ricorre il centesimo anno dalla morte. Ho letto da qualche parte che alcune delle sue invenzioni sono divenute realtà: che alcune macchine volanti o sottomarine sono state realizzate riproducendo quasi esattamente le sue fantasie. Che poi solo fantasie non erano, ma si basavano su suggerimenti di amici colti, di viaggiatori ed esploratori in paesi lontani, che gli fornirono notizie e gli descrissero panorami esotici e costumi di genti non conosciute da noi Europei. Il fotografo novelliere e scrittore Felix Tournachon, detto Nadar, fondatore della rivista 'Revue Comique', su cui furono pubblicati i primi racconti dell'aspirante romanziere, i due Dumas, padre e figlio, gli insegnarono la tecnica del comporre romanzi; l'astronomo Pierre Jules Jansenn, che era stato membro di spedizioni nel Perù, in India, nelle Azzorre, e soprattutto Jacques Argo, autore del 'Viaggio intorno ai mondo', diedero a Verne suggerimenti e motivi di ispirazione.
Tutte queste fonti, tutti questi racconti, tutti questi preziosi amici gli fecero percorrere paesi lontani le mille miglia, mentre egli era al tavolino a scrivere. Certo non sarebbero, ovviamente, serviti a nulla se egli non li avesse tradotti, sviluppati, resi verosimili nei suoi numerosissimi romanzi, che oggi non sono più famosi come un tempo, ma che costituiscono pur sempre un ricchissimo patrimonio dell'umanità.
Cominciò con il 'Viaggio al centro della Terra' (1864). Visto il successo di quel suo primo romanzo, l'anno seguente gli mise accanto 'Dalla Terra alla Luna' (1865). Arrivato alla Luna, tentò di esplorarla per bene e scrisse (a distanza di cinque anni, nel 1870) 'Intorno alla Luna'. Lasciati gli spazi celesti, tornò sulla Terra e fece viaggiare un suo personaggio: 'Viaggi e avventure del capitano Hatteras' (1867); non contento, nel senso almeno che non aveva esaurito il repertorio delle avventure, creò un nuovo personaggio, il capitano Grant, ai cui figli dedicò addirittura tre libri, una trilogia: 'I figli del capitano Grant', 1867, nello stesso anno dunque del precedente. Avendo esplorato il Cielo e la Terra, si accorse di aver trascurato le profondità dei mari e compose 'Ventimila leghe sotto i mari' (1870). Le acque lo affascinarono e scrisse uno dei suoi più romanzi più belli: 'L'isola misteriosa' (1874) allargando poi la sua 'isola' facendola diventare 'La città galleggiante'. Seguirono 'Il giro del mondo in ottanta giorni” (1875), Michele Strogoff” 'Un capitano di quindici anni” ed altri ancora. Una attività frenetica, dunque, in cui la fantasia dello scrittore si sbizzarrì, morso com'era dalla tarantola della penna; quella stessa tarantola che - a quanto si dice- mordeva Donizzetti, il quale non trovava requie se non nel comporre opere liriche, tante (settantatre!), non tutte belle, ma tante!

Segue nella colonna di destra


Dal 29 ottobre in San Vitale la Rassegna dei fotografi cremonesi tra '800 e '900

Le peripezie per la mancata inaugurazione della mostra dedicata ai fotografi cremonesi per far posto, in San Vitale, a un’altra rassegna, si sono concluse. Guarda caso con un annuncio ufficiale che fa seguito alle polemiche.
La mostra Fotografie Cremonesi, rassegna antologica di autori fra Ottocento e Novecento sarà inaugurata sabato 29 ottobre alle ore 16.30 presso il Centro Culturale S. Vitale di piazza S. Angelo a Cremona.
L’evento è promosso e organizzato da Roberto Caccialanza del Gruppo fotografico Beltrami-Vacchelli e da Lauro Guindani, delegato provinciale FIAF, in collaborazione con la Provincia e il Comune di Cremona e con la partecipazione di Autostrade Centro Padane e COOP Lombardia.
"Fotografie Cremonesi" è la prima, vera retrospettiva di fotografi nostrani del passato. Chi la visiterà potrà godere di immagini che hanno ben poco da invidiare ai grandi maestri italiani e internazionali.
Sarà esposta una selezione di immagini -in maggioranza bianco e nero- dei seguenti autori:
Guglielmo Barberio (Cremona); Desiderio Giuseppe Bernabè (S. Bassano); Aurelio Betri (Cremona); Giampietro Cappellini (Soncino); Giovanni Casellla (Cremona); Circolo fotografico soresinese (Soresina); Ernesto Fazioli (Cremona); Luciano Ferrari (Casalmaggiore); Giancarlo Gallina (Soncino); Plinio Gandolfi (Trigolo); Rosanna Ghisi (Cremona); Dante Guarneri (Cremona); Giovanni Negri (Cremona); Ernesto Osti (Casalmaggiore); Antonio Persico (Cremona); Pino Pozzi (Cremona); Antonio Respini (Crema); Franco Rizzi (Cremona);Pietro Teso (Pizzighettone); Roberto Tessaroli (Cremona); Torquato Zambelli (Cremona).  
Alcune brevi annotazioni sugli autori secondo la scheda redatta dagli organizzatori.
Aurelio Betri, pioniere della fotografia a Cremona. Le sue immagini ritraggono la città a cavallo della seconda metà dell’Ottocento: rilevanti gli scatti alla chiesa di S. Domenico demolita nel 1869 e ai resti castello di S. Croce, la cui area ospita oggi un intero quartiere della città.
Dopo Betri, furono Giovanni Casella, Torquato Zambelli, poi Giovanni Negri ed Ernesto Fazioli a preoccuparsi di regalare ai posteri i ricordi di un mondo e di un modo di vivere che non esistono più.
Franco Rizzi ritrasse Milano il giorno dopo i bombardamenti del ‘43.
Negli anni ’60 andò per la maggiore un sodalizio di amici, fra i quali Giuseppe ‘Pino’ Pozzi che diede il ‘la’ al colore. Gli altri, Guglielmo Barberio, Antonio Persico, Roberto Tessaroli, innamorati e maestri del bianco e nero, vinsero premi su premi a per concorsi nazionali ed internazionali.
Dante Guarneri fu collaboratore di giornali e il suo negozio fungeva da calamita per gli appassionati di fotografia; Rosanna Ghisi, unica donna fra i 21, co-fondò il Gruppo fotografico scolastico Beltrami-Vacchelli.
In provincia spiccavano il Circolo fotografico soresinese (fondato nel 1933), poi i ‘documentaristi’ della vita di paese: Desiderio Giuseppe Bernabè di S. Bassano, Plinio Gandolfi di Trigolo, Pietro Teso di Pizzighettone (scomparso di recente, stampatore di altissimo livello), Luciano Ferrari e Ernesto Osti di Casalmaggiore (interessanti le loro sperimentazioni). Giancarlo Gallina si cimentò con il colore, Giampietro Cappellini si divertì a creare nature morte parzialmente ‘virate’ seppia.  



Raggiunse l'acme della sua attività non più giovanissimo


(dalla colonna centrale)

I romanzi di Verne non sono tutti dello stesso livello, sicchè tra i titoli, specie di libri dell'età avanzata: 'Keraban l'ostinato' (1883) e 'Robur il conquistatore' (1886) sono del tutto dimenticati.
Verne fu indubbiamente un grande artefice, un professionista serio e tenace, che raggiunse l'acme della sua attività non più giovanissimo (ottenne il suo primo successo a trentasei anni). Aveva cominciato scrivendo versi, sonetti, libretti per operette, una tragedia. A ventidue anni scrisse la sua prima opera completa assieme a racconti. Roba di poco valore (dicono), cancellata, ignorata. La sua fantasia (si fa per dire) si mise in movimento alcuni anni dopo, quando pubblicò - a puntate - 'Un viaggio in pallone'. Riposatosi dopo quel viaggio, ma conquistato dalle aeree zone del cielo, dopo otto anni venne fuori con un viaggio in pallone più lungo: 'Cinque settimane in pallone', nel quale esplose la sua mente, ansiosa di veleggiare per la terra, ma anche per il cielo e anche di immergersi nelle profondità del mare.
Era nato a Nantes nel 1828. Esplorò.., l'aria del Seminario, a otto anni; a undici anni fece un'esperienza infelice come mozzo, prima di rientrare a compiere gli studi liceali e a raggiungere la laurea in giurisprudenza a ventidue. Precoce, si direbbe, anche se l'attività forense non lo attrasse mai; preferiva scrivere e riuscì bene, come si è visto. Il suo attivismo scrittorio fu interrotto a 58 anni da due colpi di rivoltella, sparatigli non si sa perché e non si sa da chi.
Pensò allora di dedicarsi alla politica, ma non fece molta strada: fu eletto consigliere comunale ad Amiens, per il Partito Radicale. Pubblicò ancora qualche libro (non alla altezza, per altro, dei precedenti). Il suo ultimo romanzo, 'La caccia al meteorite', fu pubblicato postumo, nel 1908. Era morto nel 1905.
I suoi libri sono tutti (o quasi) divertenti, ma sono anche educativi. L'ottimismo, la giovialità, la curiosità sono qualità peculiari dei suoi personaggi; qualità positive per i giovani, a cui i romanzxi erano destinati.
Il primo sottomarino statunitense a propulsione nucleare, del 1956, ebbe il nome di 'Nautilus' in omaggio a Verne (il quale, ad onor del vero, l'aveva mutuato da Fulton che, nel 1790, aveva così denominato il primo sommergibile francese).
Tradotto in ben tredici lingue, le sue opere hanno offerto l'argomento ad una ventina di film. Per lui si può a buon diritto parlare di arte, almeno nel mondo del mito, della fantascienza, dell'immaginazione. “Immaginifico” è proprio l’aggettivo che gli si addice.



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alle ore 12:45:37 di Gio, 29 set 2005