"Il Vascello" e la conoscenza

L'antico pavimento del Duomo: una smentita e un equivoco?


Nei mesi scorsi sono stati effettuati degli scavi nel pavimento del Duomo per controllare la tenuta dei pilastri dopo che si era verificata una crepa nel muro dovuta allo spostamento in avanti della facciata.

Con l’occasione si è cercato il pavimento precedente all’attuale posato nel 1827 (la data che è posta sul primo gradino davanti alla piazzatta senatoria) e, con grande sorpresa si è trovato solo quello in mattoni quasi alla stessa altezza del nuovo. Non si è trovato traccia del pavimento che tutti gli storici moderni indicavano a circa un metro sotto l’attuale; a partire dalla voluminosa monografia del Puerari sulla Cattedrale, fino ai giorni nostri.

Tutto nasceva da una notizia infondata che faceva risalire l’inalzamento del pavimento alla visita pastorale di San Carlo Borromeo del 1575 che riteneva non confacente dover scendere nove gradini per entrare nella Cattedrale; molto probabilmente è stato letto sbagliato l’invito ad abbassare l’altare maggiore fino all’attuale quota di circa un metro.


A seguito di questa verifica Don Achille Bonazzi ha richiesto all’archivista della Diocesi Milanese la verifica di tale visita pastorale e, con grande sorpresa, venne comunicato che, a prescindere dal fatto che nessuno si è preso la briga di verificare tale documento nel passato, non risultava alcuna prescrizione relativa all’inalzamento del pavimento. Veniva invece richiesto l’abbassamento dell’altare maggiore eliminando il Pontile ancora in essere (come quello della Chiesa di San Michele) e la creazione della Piazzetta Senatoria per permettere ai personaggi illustri della Città di assistere alla Santa Messa.


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"IL VASCELLO" IN TESTA NEI MOTORI DI RICERCA PIÚ PRESTIGIOSI DEL MONDO

Permetteteci che senza enfasi una volta tanto parliamo di noi. I contatti locali, nazionali e internazionali in impetuosa crescita da tre anni, hanno portato il "VASCELLO" con il suo benvenuto a Cremona (e dunque anche come strumento di promozione ragionata della città) in testa ai più prestigiosi motori di ricerca del mondo. E questo senza spendere una lira per carpire posizioni preferenziali: per fortuna la qualità conta ancora.
Ecco i motori di ricerca nei quali, cliccando "Il Vascello", il nostro giornale appare al primo posto, sia nelle ricerche nazionali che in quelle internazionali:

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Le prime anticipazioni sulla mostra "tesori di Capodimonte" a Cremona dal 29 ottobre

Con Sofonisba Anguissola, Andrea Mantegna, il Moroni, Antonio e Bernardino Campi, Callisto Piazza



“TESORI DI CAPODIMONTE, Dipinti, disegni, oggetti e porcellane dal Museo di Capodimonte” è la prossima mostra che verrà presentata al Museo civico Ala Ponzone, dal 29 ottobre al 5 febbraio 2006.

La mostra si realizza grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano e con il Museo di Capodimonte: un incontro fortunato che consentirà di dar corso ad una inedita e importante presenza a Cremona di capolavori assoluti della storia dell’arte e di opere di grande valore scientifico e culturale.
Fra altre, saranno presenti opere di Andrea Mantegna, Giovan Battista Moroni, Sofonisba Anguissola, Antonio Campi, Bernardino Campi, Callisto Piazza, ecc. per un insieme di 23 dipinti, 11 disegni, 17 oggetti e 51 porcellane.
La varietà delle raccolte di Capodimonte, frutto dell’intelligente collezionismo dei Farnese e, in seguito, della corte dei Borbone e dei Savoia, è stata integrata ed estesa, fino ai giorni nostri, da ulteriori acquisizioni, spesso in interi nuclei.
Catalogo con saggi di Mina Gregori e Nicola Spinosa.

ORARI dal martedì al sabato ore 9-19 domenica e festivi ore 10-19 giorni di chiusura: lunedì, 25 dicembre 2005 e 1° gennaio 2006

BIGLIETTI Intero: € 9,00
Ridotto: € 7,00 (militari, ragazzi fino a 18 anni, studenti universitari, anziani, comitive di almeno 15 persone con prenotazione obbligatoria, possessori di: biglietto ferroviario in arrivo a Cremona, tessere TCI e FAI, disabili, visitatori di mostre contemporanee collegate).
Ridotto speciale: € 5,00 (scuole e possessori di Apic Card).
Ingresso libero: bambini fino a 6 anni, accompagnatori di scolaresche o di comitive di almeno 15 persone.

Nelle foto: Il manifesto della mostra, S.Eufemia di Andrea Mantegna, una porcellana delle collezioni di Capodimonte


In mostra a Collecchio le tavole dannunziane per la Divina Commedia, l'impresa "eroica" di Amos Nattini

Da sabato 17 settembre a Collecchio la mostra “Amos Nattini (1892-1985). Viaggio verso L’Eden”

La tavole per la Divina Commedia di gusto liberty e dannunziano

Dal 17 settembre a Collecchio (Pr), nei saloni della splendida Villa Soragna, s’inaugura la mostra antologica “Amos Nattini (1892-1985). Viaggio verso L’Eden”, organizzata dall’Amministrazione Comunale nel ventennale della scomparsa  dell’artista. L’esposizione è dedicata alle tavole originali che illustrano la Divina Commedia, realizzate dal pittore, collecchiese d’adozione, per il sesto centenario Dantesco del 1921. Si aggiunge un’accurata scelta di dipinti ed opere grafiche.
Uomo di grande afflato culturale, la sua pittura “compete con l’arte dell’umanesimo e del rinascimento, con la sua primaverile e giovane spensieratezza, con il suo rigore formale e l’invenzione che sa reinventare e vivificare i modelli classici…” (Marzio Dall’Acqua).
La sua arte diventa eroica “follia” nel ventennale tentativo di completare le tre cantiche dantesche, come Gabriele D’Annunzio scriveva sul frontespizio “Delle Laudi - libro secondo”: “Ad Amos Nattini che sa come l’Arte moderna domandi un’anima eroica, offro queste grida verso gli eroi” (Parigi, maggio 1914).
Il gusto raffinato ed umanista del pittore, legato al decadentismo dannunziano e alla spinta illustrativa del liberty, accompagna il visitatore in un viaggio dalle tinte fosche e bruciate dell’Inferno dantesco ai brani di pura luce e colore del Paradiso, che culmina nella purezza della magia dell’Eden.


Una mostra da non perdere

"Hic est bonum comedere" Stoviglie e vettovaglie rinascimentali di una guarnigione di Pizzighettone: finalmente da godere dal 4 settembre al 13 novembre le scoperte di una spedizione archeologica del 2002.

Dal 4 settembre si svolge a Pizzighettone la mostra la mostra “Hic est bonum comedere. Stoviglie e vettovaglie rinascimentali di una guarnigione di Pizzighettone”, nella quale saranno esposti stoviglie da mensa e resti di cibo di epoca rinascimentale recuperati in uno scavo archeologico all’interno della fortezza, svoltosi nel 2002 sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e col finanziamento del Gruppo Volontari Mura e della Fondazione Banca del Monte di Lombardia,.

Lo scavo ha riportato alla luce la discarica di una cucina, utilizzata tra la seconda metà del XV secolo e i primi decenni del XVI.
Dei numerosi frammenti ceramici, accuratamente restaurati e studiati, saranno esposti una settantina di pezzi, che costituiscono un esempio della produzione nota come “graffita arcaica padana”, diffusasi in tutta l’area padana fra il XIV e il XV secolo, ma protrattasi in Lombardia fino al Cinquecento.
Significativo è stato anche il ritrovamento di scarti di lavorazione e treppiedi distanziatori usati per separare i pezzi durante la cottura in forno, indice della presenza di una fornace che produceva stoviglie per il mercato locale.
Sul vasellame, dipinto nei classici colori della graffita (verde ramina e giallo ferraccia), si dispiegano ornati e immagini di antica simbologia, utilizzati per secoli come motivi decorativi: il ritratto dell’amato o dell’amata o animali beneauguranti (come il coniglio, simbolo di fertilità) sui piatti adoperati come pegni d’amore, immagini religiose (la Croce, il monogramma cristologico), stemmi nobiliari (fra cui il più volte rappresentato biscione visconteo), busti di personaggi dell’antichità (l’imperatore Antonino Pio), ma anche motivi geometrici e astratti di stupefacente modernità.
Vista la raffinatezza dei prodotti, le stoviglie probabilmente non erano usate dai soldati, ma da personaggi di rango, forse ufficiali della fortezza.

Sarà interessante approfondire lo studio degli emblemi araldici, per capire a quale nobile famiglia appartenessero alcuni piatti. Perfettamente noto è invece il biscione dei Visconti, una presenza quasi ovvia, visto che Pizzighettone faceva parte del Ducato di Milano, passato nel 1450 dai Visconti agli Sforza per le nozze fra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza.
Pizzighettone, centro per secoli importante da un punto di vista militare e commerciale per la posizione sull’Adda, fu dotato di fortificazioni a partire dal XII secolo, via via rafforzate e modificate nel corso dei secoli. Tra la seconda metà del Quattrocento e i primi del Cinquecento il borgo viveva il periodo di relativo benessere che caratterizzava tutto il Ducato, dimostrato dal fiorire di edifici civili e religiosi, dalle attività commerciali ben avviate, dalla presenza di un porto trafficato e di una guarnigione munita.
Nella discarica, insieme alle stoviglie e ai frammenti di calici e bicchieri di vetro, sono stati reperiti numerosi resti organici: ossa, semi, uova che hanno fornito preziose informazioni sull’alimentazione in quell’epoca.

Fra gli animali domestici abitualmente consumati prevalgono nettamente i suini, seguiti da ovicaprini, bovini, uccelli (soprattutto polli, ma anche quaglie, piccioni, colombi), pesci, rane e molluschi. Quanto ai resti botanici, si sono trovate tracce di panìco (un cereale simile al miglio molto usato nel Medioevo e nel Rinascimento), semi di vite, fichi, pere, mele e fragole. Tra i frammenti di legno sono stati identificati salici, pioppi, olmi, querce, tutte piante tipiche delle zone di pianura più vicine all’acqua.
La mostra, allestita nelle antiche casematte della fortezza, non lontano dal luogo di ritrovamento dei reperti, permetterà di conoscere uno spaccato di vita rinascimentale.
L’importante iniziativa, che ha il patrocinio della Regione e della Provincia di Cremona, costituirà il primo passo per l’avvio di ulteriori scavi e per l’istituzione del museo della città fortificata.


Dal 4 settembre al 13 novembre 2005 Casematte 1-4 della cerchia muraria di Pizzighettone Orari: sabato 14.30-18/ domenica e festivi 10-12; 14.30-18/ feriali su prenotazionePer informazioni: Gruppo Volontari Mura: Tel. 0372/730333

Museo Civico: Tel. e Fax 0372/743347 e-mail: cultura@ comune.pizzighettone.cr.it



La pagina è aggiornata alle ore 9:00:27 di Gio, 15 set 2005