Amministrato come un gioiello dagli austriaci, il più grande fiume d'Italia non ha mai vissuto un momento peggiore dell'attuale : drammatiche rivelazioni e domande de “Il Vascello”
 | Lo hanno secretato per aggiustare gli equilibri interni, ma ecco i dati principali dello studio sul proseguimento del canale navigabile da Pizzighettone a Milano: spunta anche l'ipotesi di sfruttare il canale Muzza, ma purtroppo tutto finirà in una bolla di sapone e con altri soldi gettati al vento... La politica non è in grado di decidere
Se qui a lato parliamo del lungo silenzio della Regione Lombardia, tuttavia, ormai si conoscono i dettagli, per indiscrezione, dello studio realizzato dalla Compagnia Nazionale del Rodano su commissione dell’Azienda Porti che verrà presentato in anteprima,a Cremona, entro la prima decade di ottobre.
La novità - riferisce Cronaca -è rappresentata dal fatto che lo studio «prende in considerazione due opzioni: da un lato un collegamento artificiale da Pizzighettone a Milano del tutto simile a quello già esistente, con due possibili tracciati. La seconda ipotesi prevede di realizzare comunque un collegamento con Milano, ma utilizzando i corsi d’acqua già esistenti (in particolare il canale Muzza). Questa seconda ipotesi, assai meno invasiva (e presumibilmente meno costosa, ndr) rispetto alla costruzione di un’infrastruttura completamente artificiale, è stata presa in considerazione per venire incontro anche alle perplessità di coloro che, proprio per ragioni ambientali, si sono detti contrari al prolungamento del canale che rappresenterebbe una ulteriore ferita inferta ad un territorio già piuttosto problematico e con un’alta densità di infrastrutture.
«L’Azienda Porti - prosegue Bellotti - non esprimerà una valutazione nè positiva nè negativa sul progetto.
Non è questo il nostro compito. C’è un ente deputato, la Regione Lombardia, cui spetterà questa decisione.
Con lo studio della Compagnia Nazionale del Rodano noi vogliamo fornire un contributo prezioso, e questa volta esaustivo, al lungo dibattito che si è sviluppato negli ultimi anni».
Lo studio, nel tentativo di dissipare i dubbi sull’effettiva utilità di un’infrastruttura così importante, costosa e di lunga realizzazione, contiene anche un’analisi dei flussi delle merci, oltrechè un rapporto sui costi di realizzazione del canale. E proprio la stima dei volumi di traffico che la via d’acqua artificiale sarebbe in grado di sottrarre alla strada o alla ferrovia dovrebbe rappresentare un elemento fondamentale (insieme all’onerosità, ndr) per esprimere una volta per tutte un sì o un no ad una delle opere più discusse degli ultimi anni. Come si ricorderà, inoltre, la costruzione di un canale navigabile in grado di collegare il porto interno più attrezzato d’Italia, quello di Cremona, appunto, alla metropoli milanese, era stato (ed è ancora) un cavallo di battaglia della Lega Nord, sia a livello nazionale, con Umberto Bossi e con l’appoggio del Ministro Pietro Lunardi, che a Milano, in Regione.
Ma fonti vicine al Pirellone fanno sapere che, al momento, la possibilità di dare il via libera al prolungamento del canale da Cremona a Milano sarebbe piuttosto remota.Un colpo tremendo ai fautori del canale navigabile Cremona-Milano è arrivato circa un anno fa. Quando l’Intesa Interregionale, l’organismo composto da Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto ha stravolto la ripartizione dei fondi stanziati dalla Finanziaria 2004 anche per il canale navigabile.
Risultato: all’infrastruttura sono andati solo 2 milioni 600mila euro per la progettazione. Pochi spiccioli, se si pensa che la Finanziaria aveva stanziato per il sistema idroviario padano-veneto qualcosa come 300 milioni di euro. E che la Regione Lombardia era uscita dall’Intesa con in tasca quasi 74 milioni di euro.
Ebbene, con l’accordo dello scorso settembre i 300 milioni sono stati sostanzialmente divisi in tre parti uguali tra Lombardia, Veneto ed Emilia. Al Piemonte, invece, sono stati riservati 10 milioni di euro.
Una prova ulteriore che, al momento, non esiste una volontà politica sufficientemente robusta perchè un’opera di tale rilevanza possa essere portata a termine.
Vedremo. Lo sviluppo del sistema idroviario padano- veneto, di recente, è stato inserito anche nel programma del candidato dell’Unione alla presidenza del Consiglio, Romano Prodi, ma ugualmente è stata annullata la priorità e l’urgenza. Vero è che, negli ultimi decenni, si è parlato e scritto tantissimo, ma si è fatto davvero poco per sistemare e ammodernare il bacino del fiume più importante d’Italia.
Una grande incertezza grava anche sul futuro dell’Azienda Porti, il cui consiglio di amministrazione è in scadenza. Il Cda resterà in carica con piedi poteri fino al 3 novembre.
Poi, in assenza di una mancata nomina del nuovo Cda da parte della Regione, sono previsti altri 45 giorni di ordinaria amministrazione ed infine il commissariamento.
Al momento si è in attesa che la Regione emetta la delibera di presa d’atto delle candidature.
Primo passo per arrivare al rinnovo del consiglio. |
Le mani sul Po
Milioni di euro che vagano - Lo scandalo della conca e dei documenti pagati e secretati perché ritenuti poco giovevoli ai propri interessi - Se l'Italia fosse un Paese diverso da quello che è, nessuno potrebbe tollerare una situazione nella quali molti sguazzano, godendo di questa totale indifferenza - Limitandoci ai problemi connessi alla navigazione interna, un quadro da inorridire.
In questi giorni ha fatto molta sensazione il comunicato delle associazioni ambientaliste (leggi qui) sull'ennesimo attentato a quel fiume che il Petrarca definiva “Re de gli altri, superbo, altèro fiume, che 'ncontri 'l sol quando e 'ne mena 'l giorno”.
Siamo rimasti in pochi ad amarlo e tra questi, meno di tutti, le istituzioni che dovrebbero averlo a cuore, le Regioni, le Province ed i Comuni della Padania, tutti organismi che nei fatti ed a diversi livelli di responsabilità (Veneto e Regione Emilia - Romagna hanno meno colpe della Lombardia) perpetuano l'indifferenza, smentendo un amore secolare, quello che l'Austria trasferiva dal Danubio al mitico Eridano. A danno del fiume - in uno stato di quasi totale impunità - si muovono sempre più interessi deteriori, vagano le poltrone da offrire ai sostenitori dei partiti (i candidati per la presidenza del Porto di Cremona si avvicinano alla trentina!), si consolida uno spaventoso inquinamento umano e ambientale, in attesa dell'alluvione prossima ventura, che se sarà appena superiore alla norma, esploderà disastrosa come pochi possono immaginare.

In Europa (quella civile) le merci viaggiano e disinquinano le strade così... Con il canale artificiale del Meno, realizzato negli anni novanta, i tedeschi hanno già le condizioni per governare i traffici verso il mar Nero e si apprestano a dominare le relazioni commerciali coi Paesi baltici che potranno esportare a basso costo i loro prodotti di base, rendendoli appetibili per il mercato europeo
Troverete molta amarezza in quanto scriviamo, ma verità. Ecco lo stato del Po, oggi, settembre 2005. Lo stato del Po dal punto di vista politico istituzionale perché è da qui che discendono i problemi di ogni tipo.
Ne dobbiamo scrivere perché in questi mesi se ne sono dette e sentite di tutti i colori, violando la verità, tanto chi se ne importa? Eppure c'è stato un gesto nobilissimo che induce a riflettere chi è in buona fede: si è dimesso dalla Comunità Padana un personaggio come Camillo Genzini , l'uomo al quale per cinquanta, sessant'anni (quanti? Oggi Genzini è un lucidissimo novantenne) va attribuito il merito di aver disinteressatamente portato a conoscenza i problemi reali,con il lavoro di una vita senza il quale il futuro del Po sarebbe del tutto insabbiato (altro che le secche provocate dalla siccità...).
Camillo Genzini ha goduto soltanto di un frettoloso saluto, ovvero del sospiro di sollievo che promana da coloro che finalmente si sbarazzano delle persone incorruttibili ad ogni lusinga. Sì, Genzini ha rotto le uova nel paniere a troppi.
Genzini ha risposto come risponde un gentiluomo. Ha rifiutato interviste anche a noi, se n'è andato in silenzio, certamente con un immenso dispiacere nel cuore perché questo fiume gli sta a cuore come un figlio. Comprendiamo il suo riserbo. Ma certe verità bisogna pur riferirle. Noi cercheremo di evitare l' insabbiamento dei problemi del Po. Come omaggio a Camillo Genzini . Certo, con lui avremmo potuto completare meglio i nostri appunti. Ne sentirete comunque delle belle. Sulla navigazione interna si gioca una partita grossa.
LE CAMPAGNE ELETTORALI COSTRUITE SUL PO - Sul finire dell'estate ricominciano ad apparire sulla stampa locale le questioni inerenti il porto, la conca, il canale per Milano. Sorprende che se ne parli con toni favorevoli anche in ambienti solitamente contrari alla navigazione interna. Torchio inneggia all'area industriale di Pizzighettone che insiste sul canale. Ma le istituzioni tacciono del tutto sul prolungamento verso Milano al quale avevano dedicato attenzione il ministro Lunardi ed il Bossi dei bei tempi. Genzini aveva previsto questo atteggiamento e sollevato a priori il problema: benissimo, se volete l'area industriale di Pizzighettone, trovate i soldi nelle vostre saccocce. Ma giù le mani dai finanziamenti per il canale a Milano. Le istituzioni scappano immediatamente, anzi spariscono dietro il sipario. Eppure, è chiaro anche a un bambino, che se il traffico navigatorio non è attratto da Milano, nessuno si interesserà seriamente della sistemazione dell'alveo del fiume, non solo della navigazione interna e della conca.
Per evitare osservazioni, si assiste a una campagna divagatoria: il problema si sposta, periodicamente, sul livello idrico, a patto che raggiunga o superi il -7. Altrimenti come si fa ad innaffiare il mais ovvero a perpetuare, in attesa degli OGM, la devastazione del territorio più fertile del mondo con la pratica della monocoltura? Il Po sopporta tutto. Persino il dilavamento dei terreni intrisi di fertilizzanti. Crescono le alghe in Adriatico.
La campagna elettorale insiste (una volta tanto giustamente) per la conca. L'intermodalità dei trasporti è un valore. Anche l'area industriale prossima ventura di Pizzighettone acquista maggior pregio. Qui andrà in vendita a prezzi adeguati una gran fetta di terreno agricolo. Non è soltanto vantaggioso il cambio dell'euro verso il dollaro.
CONCA DI CREMONA ED UN MUTUO DELLA REGIONE LOMBARDIA SUL QUALE E' ATTESO UN CHIARIMENTO. LE RISORSE SONO PRONTE E INTATTE? -Si registra così in questi ultimi mesi una soddisfazione estrema in sede politica cremonese per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della approvazione da parte del CIPE del progetto “preliminare” della nuova conca.
Siamo al peana, “Noi siamo bravi,e se non lo sapete ve lo diciamo noi”. Peccato che si presti poca attenzione alla circostanza che solo quando sarà presentato all' Azienda dei Porti il progetto “definitivo”, si potrà accedere con certezza alle risorse della legge “obiettivo”. Con questa ulteriore e non trascurabile (giudicate voi) precisazione: il CIPE, alla approvazione del progetto, farà una ricognizione delle disponibilità finanziarie esistenti per l'opera idroviaria. Ed allora si scoprirà che il vanto elettorale è una vicenda vecchia. L'organo competente non potrà ignorare che esistono al capitolo 7900 dello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture dal 2002 (e così per gli esercizi finanziari fino al 2016) circa 5 milioni e mezzo destinati alla costruzione della nuova conca e ad altre opere nel Porto di Cremona. E non potrà neppure ignorare che le somme sono utilizzabili soltanto con l'accensione da parte della Regione Lombardia di un mutuo garantito dalla Stato. Ebbene, il mutuo è già stato acceso, pare presso la Cassa Depositi e Prestiti. Ma qui viene il bello (o il brutto).
Abbiamo una domanda precisa da rivolgere alla Regione. Se e quando saranno disponibili le risorse della Legge Obiettivo per la conca, l'organo governativo competente si muoverà in sede di ricognizione delle disponibilità DA ANNI disposte per quest'opera: ebbene, quanto e cosa troverà? Se ci fosse qualche discrepanza, sarà possibile rivelare all'opinione pubblica come sono stati impiegati gli stanziamenti derivanti dal mutuo di cui sopra? La domanda esigerebbe una risposta assolutamente chiarificatrice. Anche oggi.
6 MILIONI DI EURO AL COMUNE DI CREMONA - Più e più volte, alla luce della lettera del presidente della Camera di Commercio di cui diamo copia, abbiamo chiesto lumi sui 6 milioni di euro che lo Stato ha assegnato al Comune di Cremona negli anni 2003 -2004 - 2005 per la conca del Porto. Ma il comune di Cremona non è competente al riguardo. E allora? Da mesi chiediamo : che fanno di questa somma Corada, Soregaroli e gli altri signori che governano il Comune di Cremona? Se il Comune non è competente, allora la restituiamo allo Stato o troviamo un accordo per dirottarla a chi può disporne?
Siamo a settembre 2005, ancora non se ne sa nulla . Abbiamo sentito parlare di “piste ciclabili”. Ai fatti, si va.. in bicicletta?

Domandiamo: è stato suggerito un protocollo di intesa tra Azienda Regionale, Regione, Comune di Cremona e quanti possono in qualche modo entrare nello stanziamento? E' vero che la riunione decisiva non si tiene perché gli interessati si prendono per i capelli sulla divisione della cifra da amministrare? Anche qui un comunicato ufficiale (della Camera di Commercio, visto che Auricchio nella lettera a sinistra si era preso l'impegno di fare alla svelta... altrimenti i provoloni portuali diventeranno sempre più piccanti), non farebbe male. Un comunicato ufficiale chiaro. Si fa così e così, ecco le cifre. Altrimenti sono chiacchiere.
STUDI SUL CANALE CREMONA -MILANO - Tutte queste vicende si collegano, ovviamente, al canale Cremona - Milano che godeva di rinnovati entusiasmi grazie all'azione di Camillo Genzini in particolare, coautore del progetto di massima insieme all'ingegner Picarelli, altro benemerito dl Po (e ci scusiamo con chi abbiamo dimenticato).
Anche qui, sono tornate nuvole e nuvole grosse. Già da molti mesi la Regione Lombardia sarebbe in possesso dello studio commissionato dall'Azienda del Porto alla Compagnia Nazionale Francese del Rodano, saldando una parcella di 400 milioni di vecchie lire. Lo studio individua il terminale milanese del prolungamento del canale navigabile da Pizzighettone a Milano. Ma il documento della Compagnia del Rodano è secretato, pare su disposizione dello stesso presidente lombardo Roberto Formigoni. Perché?

Stiamo intanto assistendo all' abbandono della navigazione turistica di alta qualità. Ma dalla Germania si ha la confortante notizia che croiseEurope resiste (leggi qui). Loro credono alla navigazione interna, più dei cremonesi e dei diretti interessati italiani. Foto Antonio Leoni ©
Il silenzio non è esclusivo. Uguale aria da cassa da morto si respira su un altro studio commissionato dalla Regione direttamente alla stessa CNR (altri 300 milioni di vecchie lire) e da circa due anni regolarmente recapitato in Lombardia. Stavolta la ragione del silenzio sarebbe divertente. La scelta della Compagnia del Rodano avrebbe comportato un inconveniente clamoroso e prevedibile: la CNR avrebbe fornito indicazioni valide per il Rodano, ma non per il Po, sostiene qualcuno che ha potuto sbirciare il documento. Insomma, 300 milioni gettati dalla finestra, nella migliore delle ipotesi. Noi però non siamo del tutto convinti di questa spiegazione: la CNR avrebbe fatto maturare un altro problema sul quale gli interessi si scontrano e dunque chi ha le mani sul Po non ha ancora trovato un accordo. La bacinizzazione del fiume.
E qui si aggiunge mistero a mistero. Sentite un po'. Nei documenti ufficiali francesi abbiamo scovato 4 milioni di euro anche per la progettazione della conca: c'è qualcosa di inquietante

Formigoni esci dall'equivoco e fai chiarezza!
4 milioni di euro non sono noccioline

Ecco i documenti incontestabili dei francesi
Si tace perchè sul Rodano si sarebbe giunti alla conclusione che è una necessità assoluta prolungare il canale sino a Milano?
Ciò spiegherebbe un altro inequivocabile silenzio, la latitanza di richieste ufficiali al Pirellone perché esca dal segreto. Tacciono le autorità cremonesi, di destra e della sinistra, tutte favorevoli (l'inciucio si ripete) all' area industriale di Pizzighettone per evidenti benefici elettorali in ambito locale dove gli agrari tirano ancora una volta indietro, per obiettivi che vengono probabilmente ritenuti in contrasto (per evidenti ragioni finanziarie: le risorse dello Stato non sono illimitate) con le conclusioni della Compagnia del Rodano, dalla quale speravano di avere pareri opposti, ovvero l'indicazione di rimettere nel cassetto ogni proposito su Milano. E' forse dettato dall'egoismo suicida e becero - si potrebbe temere - il silenzio di tomba delle autorità locali e dei partiti e persino della popolazione (cloroformizzata) su un fatto così importante e risolutivo per rilanciare il territorio e farne un caposaldo della navigazione italiana, secondo la antica tradizione, contribuendo oltre tutto a prendere di petto alcuni problemi del Po abbandonato. Nelle foto del "Vascello" ©: la conca in uso al Porto di Cremona ed i documenti ufficiali della compagnia francese dove si riferisce in via ufficiale dell'incarico da 4 milioni di euro.

Il Po e la navigazione interna: per sanare la situazione e ritrovare un minimo di serenità, ormai serve un Miracolo della Madonna
A PROPOSITO DI BACINIZZAZIONE - Andiamo avanti allora. Alla bacinizzazione ha dedicato non uno ma due convegni - se non andiamo errati - il PRI che ha vantato i suoi agganci ministeriali . Quanti contatti diretti ha avuto davvero il PRI almeno con i suoi referenti romani? Quanti viaggi hanno compiuto a Roma per questo scopo i vari Gusberti, Dolfini e altri con l'edera sul cuore? Perché non hanno dato di questi viaggi uno straccio di comunicato? Il timore è che si siano limitati a mandare gli atti dei convegni per farli impolverare negli archivi della burocrazia romana.
LA COMUNITÀ' PADANA DELLE CAMERE DI COMMERCIO - L'ultima assemblea di questo organismo è stata un vero disastro, tant'è vero che Auricchio ha deciso di congelare l'istituzione, fatto rappresentato abbastanza incongruamente (direi in modo divertente) sul bollettino di Navigazione Interna. All' assemblea si è visto qualche rappresentante di basso profilo, le grandi assenti sono state, nella pienezza della propria capacità decisionale, proprio le Camere di Commercio. Così va avanti da anni, ormai, e sempre peggio... due o forse tre Citiamo, perché non ci pare un caso trascurabile, il presidente della Camera di Commercio di Milano. Che non si è mai visto. Ricorderanno i nostri lettori che “Il Vascello” aveva già sollevato il problema, e con grande evidenza, ben prima dell’ultima assemblea. Domandiamo: il presidente della Comunità Gianezio Dolfini ha svolto un’azione incessante per sottrarre la sua istituzione al completo disinteresse, ha mantenuto contatti personali con i presidenti delle Camere di Commercio per appassionarli alle questioni o almeno renderli edotti dei problemi, come ha contrastato l’evasione in massa?
Diamo noi , umilmente, ad Auricchio un suggerimento. La Comunità Padana delle Camere di Commercio ha svolto una preziosa e utile funzione di inquadramento dei problemi che, con la presentazione persino di un progetto di prolungamento del canale, è ormai esaurita. C’è poco da conoscere, adesso bisogna operare per il Po. L’azione può essere svolta da chi ha l’autorità e i mezzi per FARE. Lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni ed i loro organismi operativo come l’AIPO.
La funzione concettuale e preliminare della Comunità Padana è bocciata , sottolineata e ribadita dalle assenze di cui sopra. Dolfini non cerca certamente un trampolino di lancio o di rilancio politico. Allora, chiudiamola, perbacco. E che non se ne parli più.
Ecco interrogativi e perplessità che circolano tra gli addetti lavori, in gran parte ignote o distorte nei confronti dell’opinione pubblica. Non nascondiamo il fatto che anche noi abbiamo avuto molte difficoltà ad approfondire molti particolari. Forse a qualcuno va bene così. Ma il silenzio non giova agli innocenti. |