Vergognoso scempio di Porta Mosa
Un condominio a ridosso delle antiche mura

Il sindaco e gli assessori non vedono e non sanno, il consiglio comunale approva tutto quel che gli fa comodo, la città non reagisce più, subisce e declina, ecco la triste, inconcepibile realtà del bastione di San Giorgio, ultimo baluardo ben visibile della difesa muraria di Cremona

La Giunta si tira fuori dai guai, ma vogliamo ricordare che...

Il Sindaco, l'assessore Soregaroli e altri tengono a scaricare le responsabilità del disastro a Porta Mosa. "Non sapevamo" - ci dicono - il che è già un atto di autoaccusa per chi dirige una città ed ha tutti i mezzi per controllare.
Ma Soregaroli e gli altri non hanno mosso un dito per la copertura della ex Casa di Bianco con tetto che è un campo di calcio grigio proprio sotto il Torrazzo, rompendo l'armonia della città detta "rossa", tale NON per il colore della sua giunta ma per i tetti in cotto, (leggi qui), smentiscono ma nel contempo non sarebbero dispiaciuti per innominabili interventi in San Francesco, ex Ospedale (leggi qui), si propongono a due passi da porta Mosa di deturpare con altri condomini l'area dell'ex Snum (leggi qui), hanno lasciato alterare nel territorio comunale alcune cascine storiche bellissime e forse concederanno presto altre autorizzazioni per altre (leggi qui) e, Dio non voglia, potrebbero alterare l'architettura razionalistica di Palazzo dell'Arte per impiantarci un museo del calcio e compiacere così il giornale degli agrari che dà loro sostegno elettorale.
Come alibi,a proposito del loro "non sapevamo", non è davvero male.


Un Sindaco, una Giunta, degli assessori ed un apparato comunale che non vedono nulla, un consiglio comunale che approva tutto, anche l'impossibile purché non ci siano interessi di partito o di schieramento in gioco, una città ormai indifferente a qualsiasi danno, diminuzione e sgarbo. In questo clima è maturato un nuovo disastro, lo scempio dell'ultimo fortilizio della città i bastioni di San Giorgio, quella che “Cronaca” ha definito la vergogna di Porta Mosa. Qui, a ridosso delle mura si sta costruendo un condominio che sovrasterà il tutto, a pochi metri dalla cinta muraria in un angolo fino a qualche tempo fa intatto e di grandissima suggestione. denunciata da “Cronaca” approderà in consiglio comunale. In via Gaspare Pedone, nel tratto in ciottoli poco oltre il bastione di San Giorgio i cantieri sono due: uno sorge al posto dell’ex Ilca, l’altro dove un tempo c’era la Mec Plast. Il primo ad essere autorizzato è stato quello sull’ex Ilca, progetto redatto dall’architetto Persico.

Parliamo innanzitutto di questa prima costruzione. Nella delibera di consiglio comunale dell’8 gennaio 2004 di “adozione del Piano di Recupero di iniziativa privata, con valore di permesso di costruire presentato dalla Società Vago Gianfranco, relativo ad un’area sita in via Genala-via Gaspare Pedone”l’architetto Rancilio della Soprintendenza ai Beni Architettonici e per il Paesaggio di Brescia, Cremona e Mantova scritta il 10 ottobre 2003 (protocollata il 17 ottobre 2003).dà parere di massima favorevole, avendo ottenuto l’arretramento ad almeno otto metri e mezzo dalla costruzione. Ma la Soprintendenza dà anche alcune prescrizioni: “Al fine di migliorare le condizioni di ambiente, di decoro e fruibilità delle mura si ritiene inoltre che l’area compresa tra queste mura e la nuova costruzione debba rimanere, anche per il futuro, con destinazione a verde (!) e libera da qualsiasi tipo di struttura o costruzione ...” .
Ed invece?
Sorpresa. Al posto del verde, ed eccoci alla seconda costruzione, allo scempio più grave, sull’’ex Mec Plast sta nascendo un condominio, decisamente più a ridosso delle mura di via Pedone del precedente intervento ed addirittura addossato al bastione di porta Mosa superandolo in altezza di alcuni metri.
Chi ha disatteso le indicazioni della Soprintendenza.
Se anche non erano vincolanti, come mai il Comune non ne ha tenuto conto?
Ma c’’è di più. Nel contempo alcuni sconosciuti, prevalentemente di notte, stanno letteralmente rubando i mattoni delle vecchie mura.
La politica, di fronte ad un fatto così grave si è parzialmente mossa.
Piergiorgio Bergonzi, capogruppo dei Comunisti Italiani, presenterà una interrogazione sul cantiere che sta rovinando uno degli angoli più belli di Cremona. Si dice costernato dalle dimensioni di quel condominio anche l’assessore all’Urbanistica Daniele Soregaroli che ha già programmato un sopralluogo ufficiale con i tecnici comunali.



Nelle foto © di Antonio Leoni, i clamorosi effetti deturpanti e la diminuzione paesaggistica e reale delle vecchie mura. Che di notte sono anche sottoposte al furto degli antichi, preziosissimi mattoni, manufatti di grandissima qualità che hanno resistito ai secoli ma non alle mani dei ladri, dei vandali e alla indifferenza persino della comunità ufficiale, la quale ora dichiara la propria innocenza, ma nel frattempo ha violato essa stessa queste mura, rompendole, ad esempio, per aprire varchi protetti da cancelli assurdi, della peggiore ovvietà e manualità, del tutto indegni dell'importanza storica e strutturale del luogo. Anche per questo scempio, tutti in Comune si lavano le mani, non hanno colpa?






Ecco i protagonisti dell'eroica impresa, progettisti (mantovani) e committenti che non si distinguno neppure per la qualità e la originalità della loro proposta architettonica. Nessuna idea, tutto rimasticato a risaputo. Un ulteriore affronto alla nobiltà del luogo. E, qui sotto, i brillanti consiglieri comunali che approvando il progetto dell'Ilca hanno innestato la attenzione per il condominio attualmente in costruzione, non ponendosi minimamente in consiglio comunale il problema dell'antico baluardo Caracena.
Il via libera al piano di recupero dell’area posta tra via Genala e via Gaspare Pedone, nota come ex Ilca, è stato dato dal consiglio comunale il 22 aprile 2004. In consiglio comunale i voti favorevoli sono stati 29, nessun contrario, due astenuti (Villa-Zampini).
Questi i consiglieri presenti che hanno detto di sì all’intervento:
Alovisi Gabriele, Araldi Fabio, Bodini Paolo, Campagnolo Stefano, Carlino Laura, Carnesella Gino, Ceraso Giuseppe, Civello Biagio, Dal Conte Carlo, De Petris Petrisso, Denicheli Claudio, Denti Giorgio, Fanti Mauro, Feraboli Giorgio, Ferri Amedeo, Garioni Giuseppe, Garoli Uliana, Giordano Ilaria Rita, Guarneri Aurelio, Maffini Italico, Margiotta Palma, Panena Gabriele, Pepe Lorenzo, Pizzetti Luciano, Poles Eduardo, Querciagrossa Maria Luisa, Quinzani Ferdinando, Ratti Dario, Rinaldi luigi, Zilioli Camillo.. Gran parte di loro sono gli stessi che hanno dato via libera alla cessione per 30 anni + 30 di palazzo dell'Arte per il museo del calcio.

Tutto bene, ma nessuno poteva pensarci prima? Eppure bastava fare il proprio dovere, ovvero approfondire, accertare. Perché una realizzazione simile è stata possibile con una semplice Dia, cioè con una Dichiarazioni d’inizio lavori rilasciata all’impresa bresciana Plebani che per guastare Cremona si è affidata a imprese, progettazioni e tecnici mantovani (bravi anche loro? ma che gliene frega della bellezza di Cremona... ).
Niente piano di recupero come invece è stato imposto - giustamente - al cantiere vicino dell’impresa Vago. Tutto semplice, tutto tranquillo. Forse troppo visto che nessun vigile, nessun tecnico comunale è mai andato su quel cantiere nonostante la Soprintendenza, in occasione della autorizzazione all’impresa Vago, avesse raccomandato di non costruire più nulla dopo quell’immobile. Ed invece voilà, il condominio a tre piani realizzato con una semplice autocertificazione.

Di fronte ad un simile parere e allo scempio compiuto al baluardo Caracena, lo storico fortilizio realizzato nel 1648 per difendere la città dalle armi sabaude, francesi e modenesi, bisognava vigilare. Qualcuno deve rispondere di una simile devastazione. “Anch’io sono stato a vedere quello che è successo a Porta Mosa - afferma Piergiorgio Bergonzi, capogruppo dei Comunisti Italiani in consiglio comunale - e sono rimasto senza parole. Nell’aprile del 2004 il Consiglio comunale approvò il Piano di Recupero della zona. Le strutture dei Bastioni di Forte San Giorgio costituiscono, proprio perchè integre, una delle zone di maggior pregio della città. Ho visto quel complesso condominiale di tre piani realizzato a ridosso delle mura, sovrastando le stesse per alcuni metri di altezza e percorrendole per un lungo tratto. L’impatto è tremendo e devastante sia dal punto di vista ambientale che paesaggistico”.
“Non è accettabile -prosegue Bergonzi - alcuna forma di eventuale speculazione che comprometta in modo irrimediabile ed inaccettabile il tessuto urbano, paesaggistico e monumentale della nostra città, specialmente di quelle di maggior peso come i Bastioni di San Giorgio. Con una interrogazione chiederò al sindaco ragione dell’accaduto e quali provvedimenti l’Amministrazione intenda adottare al fine di contrastare la realizzazione di un simile progetto, anche perchè costituirebbe un precedente pericolosissimo per quel che concerne gli interventi edilizi nella nostra città”. A questo punto potrebbe esserci il blocco del cantiere anche perché altera completamente lo stato di una zona di grandissimo interesse storico sia per porta Mosa, che è l’unica porta della città giuntaci pressochè intatta, e per il baluardo Caracena, con un gruppo di case molto antiche, che compaiono già nella carta del Campi del 1583. Una di queste era un tempo adibita a locande ed offriva il primo ristoro al viaggiatore che entrava in città dalla porta.
L’impresa di tornare al meglio è disperata, probabilmente irrealizzabile.
Adesso che lo scandalo è scoppiato, tutti si lavano le mani. Ma cosa ci stanno a fare i consiglieri comunali? Coloro che hanno approvato eccoli nel box nome e cognome.
Una città seria dovrebbe invitarli ad andarsene a casa, altro che tutelare così gli interessi della città. Ma se si controlla bene però, dovrebbe scomparire (nella vergogna) quasi l’intero consiglio comunale. Figuriamoci.
Così adesso tutti possono capire perché Cremona non decolla.




La pagina è stata aggiornata alle ore 1:35:30 di Mer, 28 set 2005