Notizie dalla città e dai dintorni



Stranezze e inerzie del Comune di Cremona per una presidenza della Commissione edilizia che non piacerebbe al Tar


di Michele de Crecchio

Nel disinteresse generale, una silenziosa rivoluzione sta trasformando nel nostro territorio il modo tradizionale di gestire l'edilizia. A fronte di crescenti difficoltà organizzative e regolamentari in molti comuni, dopo decenni (e in qualche caso secoli) di onorato servizio, vengono infatti proprio in queste settimane, abolite le locali Commissioni Edilizie.

È compito precipuo delle Commissioni Edilizie integrare con valutazioni di qualità estetica il parere di regolarità tecnica, elaborato dal competente ufficio, sui vari progetti che vengono sottoposti all'Amministrazione Comunale sia per realizzare nuove costruzioni, sia per riformare quelle esistenti. Compito specifico della Commissione Edilizia è, infatti, per antica e consolidata tradizione, la valutazione estetica dei progetti, operazione che, notoriamente, è opportuno non venga affidata, all'arbitrio di un singolo, ma collettivamente valutata per meglio aderire alla realtà dei luoghi ed alle relative tradizioni costruttive.

Nel settecento a Cremona operavano i “cavalieri dell'ornato”, nell'ottocento la benemerita “commissione d'ornato”, nel novecento la “commissione artistico - edilizia ” che solo di recente (1980) ha assunto anche da noi la denominazione di “commissione edilizia”.
Alla rigorosissima “commissione d'ornato' dobbiamo la bellezza e la regolarità del centro storico di Cremona che proprio nell'ottocento raggiunse la sua forma più compiuta, alla commissione “artistico - edilizia” ed alla “commissione edilizia” la resistenza (non sempre sufficientemente convinta) alle peggiori alterazioni dei nostro paesaggio urbano nei decenni più vicini a noi.
Non sempre le Commissioni hanno bene operato. Spesso sono state di fatto uno strumento con il quale i professionisti più affermati hanno monopolizzato il mercato, in altri casi sono state troppo succubi alla volontà degli amministratori più invadenti e meno acculturati.
È accaduto che, a seguito di una sentenza del TAR Piemonte, i prefetti abbiano portato recentemente a conoscenza dei Comuni un parere dei Consiglio di Stato (già fornito sin dal 2004 e, chissà perché, sino ad ora tenuto nei cassetti) secondo il quale la presenza degli assessori, dei sindaci e dei consiglieri non è più da considerarsi legittima a seguito dei principio, ormai da qualche anno affermatosi, secondo il quale devono, nel lavoro amministrativo, tenersi ben distinte le responsabilità politiche da quelle gestionali.
Molti comuni, anziché adeguarsi al parere del Consiglio di Stato, aggiornando sollecitamente il Regolamento Edilizio nella parte in cui lo stesso norma la composizione della Commissione, hanno preferito la soluzione radicale di abolire la Commissione.
Si rischia così di perdere, speriamo solo temporaneamente, un organismo che avrebbe potuto, se ben gestito, essere prezioso come strumento di trasparenza, di conoscenza e di elaborazione: un piccolo laboratorio di idee attraverso il, quale ciascuna amministrazione avrebbe potuto e dovuto perfezionare i propri progetti urbanistici ed edilizi, creando in tutti maggiore attenzione all'ambiente e diffondendo tra più persone l'interesse alle sue trasformazioni, ed ai relativi metodi di controllo.
Stupisce in materia l'inerzia del Comune di Cremona che pare non abbia ancora deciso come comportarsi in materia e che pure, per l'importanza politica che riveste, dovrebbe fare da capofila in certe decisioni.
Per quanto ci risulta la locale Commissione Edilizia è infatti ancora presieduta dall'assessore che, probabilmente, sarà costretto a ricorrere al sotterfugio di assentarsi al momento delle firme più impegnative e ciò al fine di evitare il rischio che ricorsi al TAR provochino l'annullamento di quanto deliberato collegialmente.
Contraddittorio infine l'operato della Regione Lombardia: da una parte, giustamente, impone l'esame d'impatto paesaggistico a tutti i progetti comunque localizzati (altra disposizione che viene, purtroppo, sistematicamente elusa in sede locale, anche da parte del Comune Capoluogo), dall'altra parte lascia distruggere le Commissioni Edilizie e non indica termini certi per la costituzione delle Commissioni per il Paesaggio che, almeno nelle zone vincolate, dovrebbero continuare a garantire l'esame collettivo e qualificato dei progetti.
Ben diverso il comportamento delle vicina regione emiliana che, con saggia e aggiornata visione, ha da tempo indicato ai comuni l'opportunità di trasformare le Commissioni Edilizie in “Commissioni per la qualità urbana e per il paesaggio”.



Da lunedì 26 settembre tratto di via Dante a senso unico per lavori

Via Dante Alighieri sarà interessata da lavori stradali che saranno attuati per conto di A.E.M. S.p.A. , che provvederà al rifacimento dei sottoservizi nel tratto compreso tra piazza Libertà e via Magazzini Generali. I lavori inizieranno lunedì  26 settembre e si protrarranno sino al 25 novembre, riprenderanno il 30 gennaio 2006 per concludersi entro il 31 maggio 2006. I lavori verranno sospesi dal 26 novembre 2005 al giorno 30 gennaio 2006 in concomitanza con il periodo delle festività natalizie. I lavori richiedono la chiusura completa della semicarreggiata nord e l’adozione di alcuni impegnativi provvedimenti sulla circolazione: istituzione di senso unico in via Dante con direzione da piazza Libertà a piazza Risorgimento nel tratto compreso dalla piazza d’ingresso a via Magazzini Generali; istituzione di senso unico in viale Trento e Trieste nel tratto da via Porta del Tempio a piazza Libertà con direzione opposta a via Dante; senso unico di marcia in via Porta del Tempio con direzione da via Dante a viale Trento e Trieste; obbligo di svolta a destra in via Dante con direzione piazza Libertà in via Martiri di Sclemo; divieto di circolazione eccetto accesso alle proprietà laterali in via Tofane, con obbligo di conversione in via Decia e chiusura fisica dell’incrocio con piazza Libertà. In ogni caso, per limitare i disagi ed i pericoli per la circolazione, stradale saranno adottati in particolare i seguenti provvedimenti:

Prima fase  Tratto da Piazza Libertà  a via Orti Romani

Divieto di circolazione veicolare, con contestuale chiusura fisica, in Via Dante lungo la carreggiata nord (lato civici pari) nel tratto compreso tra l’incrocio (escluso) con piazza Libertà e l’incrocio (escluso) con Via Orti Romani/Porta del Tempio. I lavori, all’interno dell’area chiusa, verranno eseguiti progressivamente per tratti e singole fasi distinte. Da questa limitazione sono esclusi gli accessi alle proprietà laterali carrabili ed il carico/scarico delle merci, da attuarsi compatibilmente alle condizioni ed allo stato di avanzamento dei lavori, mediante l’utilizzo dei varchi presenti lungo l’aiuola spartitraffico ivi ubicata.

Divieto di circolazione veicolare, con contestuale chiusura fisica, in via Dante lungo la carreggiata sud (lato civici dispari) nel tratto compreso tra via Porta del Tempio e via Martiri di Sclemo (incroci esclusi), ad eccezione dell’accesso alle proprietà laterali carrabili ed alle operazioni di carico e scarico delle merci. Contestuale obbligo a destra in direzione di viale Trento e Trieste (con chiusura fisica della svolta a sinistra in direzione di via Magazzini Generali) del traffico veicolare di via Dante circolante sulla carreggiata sud proveniente da piazza Risorgimento   

Senso unico di marcia in Via Dante lungo la carreggiata sud (lato civici dispari) nel medesimo tratto sopra citato interessato dai lavori (da piazza Libertà a via Orti Romani/Porta del Tempio). Contestuale divieto di sosta, fermata e rimozione forzata 00.00/24.00 lungo tutto il tratto interessato dal presente provvedimento, fatti salvi i soli stalli di sosta Handicap presenti nel tratto.

Divieto di circolazione veicolare in via Tofane nel tratto compreso tra l’incrocio con via Grolamo da Cremona (escluso) e l’incrocio con Via Decia/piazza Libertà (escluso), eccetto l’accesso alle proprietà laterali carrabili, che dovrà avvenire in doppio senso di marcia dal lato di via Gerolamo da Cremona. Contestuale divieto di sosta, fermata e rimozione forzata 00.00/24 ambo i lati nello stesso tratto interessato dalla chiusura.

Senso unico di marcia in via Porta del tempio con provenienza Via Dante e direzione Viale Trento e Trieste. Contestuale obbligo a destra e a sinistra, all’ incrocio della Via Porta del Tempio con viale Trento e Trieste,  con predisposizione di idonea isola di traffico per canalizzare i due flussi veicolari in uscita e la corrente di traffico di viale Trento Trieste vigente sulla corsia opposta, da attuarsi con posa di new jersey bicolore.

Senso unico di marcia in viale Trento e Trieste, con provenienza corso Garibaldi e direzione piazza Libertà, nel tratto compreso tra l’incrocio con Via Porta del Tempio e l’incrocio con piazza Libertà.

Obbligo di svolta a destra e diritto per il traffico veicolare in uscita da via Orti Romani su via Dante.


Seconda fase -  Tratto da via Orti Romani a via Magazzini Generali


Divieto di circolazione veicolare, con contestuale chiusura fisica, in via Dante lungo la carreggiata nord (lato civici pari) nel tratto compreso tra l’incrocio (incluso) con via Orti Romani e l’incrocio  (incluso) con via Magazzini Generali.

Chiusura fisica delle vie Orti Romani e Magazzini Generali in corrispondenza dell’incrocio con via Dante, da attuarsi singolarmente in base allo stato di avanzamento dei lavori. Contestuale doppio senso di circolazione con accesso e deflusso dal lato di via Opifici.

Senso unico di marcia in via Dante lungo la carreggiata sud (lato civici dispari) nel tratto compreso tra l’incrocio con via Orti Romani e l’incrocio con via Magazzini Generali. Contestuale divieto di sosta, fermata e rimozione forzata 00.00/24.00 lungo il tratto interessato dal provvedimento, ad eccezione delle sole operazioni di carico e scarico delle merci da eseguirsi per il tempo strettamente necessario.

Obbligo a destra in direzione di viale Trento e Trieste (con chiusura fisica sia della carreggiata che della svolta a sinistra in direzione di via Magazzini Generali) del traffico veicolare di via Dante circolante sulla carreggiata sud proveniente da piazza Risorgimento e diretto verso piazza Libertà. 


Da lunedì 26 settembre importanti lavori in via Boschetto con modifiche alla viabilità


Da lunedì 26 settembre via Boschetto sarà interessata dapprima dal taglio di alcune essenze arboree e quindi da lavori stradali per il raddoppio della carreggiata nel tratto compreso fra le vie S. Francesco e Nazario Sauro. Per quanto riguarda il taglio degli alberi, l’intervento si protrarrà per una quindicina di giorni, mentre per i lavori stradali è previsto che si concludano entro il 15 gennaio 2006.  Gli alberi che verranno abbattuti (populus nigra italica) sono stati segnalati come pericolosi a seguito di un’accurata indagine eseguita nell’ambito del censimento del patrimonio arboreo comunale condotto dal Consorzio Forestale Padano di Casalmaggiore. Questi alberi hanno infatti evidenziato una condizione del legno assolutamente critica in quanto completamente cavi e privi di porzioni di legno in grado di garantirne la tenuta strutturale. Per queste piante ogni intervento di risanamento risulterebbe vano: la presenza di gravi difetti strutturali ne ha infatti compromesso la stabilità e l’abbattimento rimane l’unica soluzione possibile per garantire la pubblica e privata incolumità. Dopo che è stato effettuato nelle scorse settimane un intervento di messa in sicurezza mediante potature di contenimento, è stato nel frattempo ottenuto il nulla osta da parte della Sovrintendenza di Brescia trattandosi di area in parte vincolata. Una volta che saranno conclusi i lavori per il raddoppio della via Boschetto, si procederà alla piantumazione di nuove essenze arboree in sostituzione di quelle tolte. Per limitare i disagi ed i pericoli per la circolazione stradale saranno adottati i seguenti provvedimenti:
Fase A - taglio di 34 alberi ad alto fusto  Divieto di circolazione
Divieto di sosta e fermata con rimozione forzata ore 00,00-24,00 in via Cimitero per un tratto di mt 30 partendo dall’incrocio con via Boschetto in direzione del Cimitero; divieto di sosta e fermata con rimozione forzata ore 00,00-24,00 in via Boschetto nel tratto compreso fra le vie S. Francesco D’Assisi e Nazario Sauro su entrambi i lati; divieto di circolazione a tutti i veicoli comprese le biciclette ed i pedoni in via Boschetto nel tratto compreso fra le vie S. Francesco D’Assisi e Nazario Sauro. Sarà realizzato uno  sbarramento fisso inamovibile in corrispondenza degli accessi da via Cimitero/S.Francesco, via Aglio e via Nazario Sauro. Via Aglio incrocio con via Boschetto: divieto di circolazione a tutti i veicoli, comprese transito pedoni, ad esclusione dei mezzi operativi dell’impresa.
Fase B - Lavori di raddoppio carreggiata  Senso unico di circolazione
Istituzione del senso unico di circolazione in via Boschetto ore 00,00-24,00 nel tratto compreso fra le vie Cimitero e Nazario Sauro con direzione di marcia dalla città verso la tangenziale, comprese le biciclette e tutti i mezzi operativi impegnati nei lavori. Le biciclette provenienti dal Quartiere Boschetto e dirette in direzione Cimitero, dopo il tratto di pista ciclabile esistente in corrispondenza del sottopasso, dovranno obbligatoriamente dirigersi in via Rosario impegnando il lato più a destra rispetto al loro senso di marcia in corridoio ciclabile che sarà realizzato da parte dell’impresa, con protezione laterale fissa.


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Cambiano le zone censuarie Più “cari” piazza Castello e il quartiere Po

La foto qui sopra è del 1908. E mostra Porta Po prima che una sciagurata decisione decidesse di abbatterla. Segnava il confine tra la città storica e la campagna. Ebbene, se abitate in zona Po o in zona Castello - riferisce una inchiesta di Fabrizio Loffi su Cronaca" - siate inquieti.. Oltre un migliaio di case censite come ultrapopolari ma ristrutturate saranno riclassificate per dare maggiore gettito fiscale al Comune. A settembre riunione del gruppo di lavoro.  Gli appartamenti saranno considerati di pregio come quelli compresi nel centro storico. Il Catasto non ha aggiornato le rendite sulla base delle dichiarazioni dei lavori di adeguamento effettuati, con pesanti effetti anche sul gettito dell’Ici.
Il Comune di Cremona ha stimato quale potrebbe essere il gettito derivante dall’imposta, una volta definito l’incremento della rendita catastale e, d’accordo con l’Ufficio del Territorio, ha costituito un gruppo di lavoro che dovrebbe tornare a riunirsi in settembre per riformare quelle unità immobiliare che secondo l’amministrazione sono attualmente tassate in modo anacronistico.
Non si tratta di briciole: per avere un’idea di quanto potrebbe comportare un’operazione del genere per le casse comunali basta qualche dato. Un bilocale ultrapopolare senza servizi classificato come A/5, una volta ristrutturato e passato alla categoria A/4 aumenta la propria rendita catastale del 32%. Un trilocale popolare degli anni Cinquanta, classificato come A/4, in un condominio ristrutturato e dotato di ascensore passa alla categoria A/3, con un incremento del 34% della rendita catastale.
Ma non sarà questa - precisa l'articolista - l’unica novità per i possessori di appartamenti. La legge finanziaria consente anche di rivedere i valori immobiliari delle “microzone” catastali, dove gli scostamenti con quelli di mercato sono troppo forti. In pratica dove si sia verificato un incremento del valore di mercato nel secondo semestre 2004 superiore al 35% di quello verificatosi nella media di tutte le microzone comunali. Peraltro, perchè la valutazione sia veritiera, è necessario che prima venga completata la revisione dei classamenti  dei fabbricati ristrutturati di cui dicevamo prima.
E sorprese vi saranno sicuramente per i proprietari immobiliari di piazza Castello e del quartiere Po che vedranno rivalutati, ma dal punto di vista censuario, i loro appartamenti. Le microzone censuarie sono costituite da porzioni del territorio comunale omogenee sotto il profilo storico, tipologico, socioeconomico e di mercato per evitare sperequazioni nel classamento degli immobili. Lo stesso decreto che nel 1988 ha introdotto le zone censuarie ha anche stabilito la riforma del quadro generale delle categorie, oltre a quella del calcolo della consistenza, che dovrà essere calcolata per tutti i fabbricati sulla base della superficie commerciale, con criteri corrispondenti a quelli del mercato immobiliare.
Per Cremona sono state individuate tre microzone, il minimo consentito dalla legge, che il Comune ha intenzione di riformare. La prima dovrà in sostanza coincidere con la cerchia delle mura del centro storico, da cui attualmente sono esclusi appunto piazza Castello e il quartiere Po. Attualmente queste due, ritenute di pregio, sono in realtà considerate zone in seconda fascia, mentre il Comune di Cremona chiede che siano considerate simili al centro storico ve ro e proprio, definendo una sola zona di pregio all’interno delle mura, poi una seconda zona semicentrale, che include quasi tutta la città ed infine una terza zona che comprenda le frazioni comunali.
Cosa accadrà in seguito?
Il Comune dovrà calcolare per ciascuna microzona i valori catastali ricavabili dalle attuali rendite aggiornate, e confrontarle con i valori di mercato del secondo semestre dell’anno scorso forniti dall’Agenzia del Territorio oppure dall’archivio dell’Osservatorio del mercato immobiliare della stessa agenzia, individuandoli nella media di ciascuna tipologia.
Il calcolo è abbastanza complicato. In sostanza se nella zona centrale di massimo pregio, che per Cremona va da piazza del Duomo al cimitero, il valore unitario di un appartamento nel secondo semestre 2004 fosse di 4000 euro al metro quadro e quello catastale riferito al 1988/89 fosse stato di 1600 euro, avremmo un incremento del 150%, per cui se nella media delle altre microzone l’aumento risultasse contenuto nel 90%, esisterebbero le condizioni per la revisione del classamento di quelle centrali.
In pratica queste condizioni potrebbero verificarsi solo per zone molto centrali dove, per motivi commerciali o turistici, i valori di mercato hanno raggiunto cifre ragguardevoli o per le zone semicentrali, edificate ex novo con criteri moderni. Una volta individuate le zone censuarie i comuni entro il 15 ottobre dovranno chiederne la revisione alla Agenzia del Territorio che entro il 30 novembre dovrebbe emanare i provvedimenti di attivazione delle revisioni entro il 30 novembre. Il condizionale è d’obbligo in quanto la procedura è abbastanza complessa ed in ogni caso il Comune potrà sperare in un nuovo gettito dell’Ici non prima del 2007.


Piazza della Pace: parte la campagna per un comportamento rispettoso


Il confronto, avvenuto lo scorso mese di luglio, tra Amministrazione Comunale da un lato e titolari dei bar di Piazza della Pace dell’altro per contemperare le esigenze dei clienti dei vari locali a trascorrere momenti di svago e di divertimento e dei residenti a non essere disturbati, si concluse con l'impegno di compiere un primo passo di comune accordo, ovvero la realizzazione di una sorta di vademecum per un divertimento civile, iniziativa mirata ad invitare i frequentatori della Piazza a tenere un comportamento corretto: si voleva dare così ai residenti un segnale di attenzione ai problemi da loro sollevati in tema di rispetto della quiete pubblica.
Ora l’obiettivo è andato a buon fine grazie alla realizzazione di materiale grafico (opuscoli, locandine e manifesti) che, sistemato all’interno dei locali e sui tavolini dei bar, sarà nei prossimi giorni a disposizione di tutti i clienti per fare loro comprendere che ci può divertire senza però ledere il diritto di coloro che invece vogliono riposare senza essere disturbati da schiamazzi o da comportamenti esagerati nei toni e nei modi. Negli opuscoli, nelle locandine e nei manifesti, realizzati utilizzando il linguaggio proprio del mondo giovanile, vengono messi a fuoco tre dei disagi maggiormente lamentati dai residenti di Piazza della Pace e zone circostanti: si invita pertanto a conversare con toni discreti, a mantenere pulita la piazza, ad evitare rumori molesti.



Dopo le segnalazioni pervenute da parte di residenti del centro storico, lo scorso 25 luglio, per iniziativa del Sindaco Gian Carlo Corada, si era svolto a Palazzo Comunale un incontro con i titolari di tutti gli esercizi pubblici di Piazza della Pace per un confronto informale ed aperto sui problemi legati ai rumori notturni prodotti dai clienti che, secondo una parte dei residenti dei dintorni, disturberebbero la quiete pubblica. All'incontro, al quale aveva partecipato anche il Vice Sindaco Luigi Baldani nella sua veste di Assessore al Commercio, erano intervenuti Luca Canestraro de La Hacienda, Edoardo Fugazza di Pizz@Net, Nicola Gagliardi della Tisaneria, Renzo Mainetti del Bar Impero, Marco Melega di Filati Pregiati, Luisanna Mazzolari del Rio Bar e Consuelo Poli della Cremeria della Piazzetta, oltre alla titolare del Ristorante Pechino.



Al termine il Vice Sindaco sottolineò la necessità di individuare insieme le vie migliori per una pacifica convivenza, evitando frizioni, tenendo in considerazione i bisogni di tutti. Alla luce di questo e confidando nello spirito di collaborazione dei presenti, il Vice Sindaco lanciò allora l'idea di realizzare, di comune accordo tra Amministrazione Comunale e titolari dei pubblici esercizi di Piazza della Pace, una sorta di vademecum, da distribuire a tutti i clienti dei locali, contenente le regole da rispettare. Una sorta di piccolo manuale, pensato in un linguaggio adeguato al pubblico giovane al quale si rivolge, nel quale viene ricordato che esistono non solo dei diritti, ma anche dei doveri, quali il rispetto delle più elementari regole per una pacifica e civile convivenza.



Secondo il Vice Sindaco si sarebbe trattato di una testimonianza di buona volontà, sia da parte dell'Amministrazione, ma soprattutto da parte degli operatori di Piazza della Pace, per limitare i disagi lamentati. L'idea venne accolta con entusiasmo da tutti i presenti che manifestarono la loro disponibilità a collaborare a questa iniziativa, la prima di una serie di azioni volte a conciliare il diritto al divertimento con il diritto alla quiete. Il Sindaco si associò a questa proposta ritenendola perfettamente rispondente alla volontà comune di rendere il centro accogliente nei confronti di tutti, riducendo al minimo i disagi che si possono verificare.
Compiuto il percorso di confronto e scambio di proposte, di fronte a questa campagna pronta a partire, il Sindaco ed il Vice Sindaco, soddisfatti per il positivo risultato raggiunto e ringraziando i titolari di tutti i locali di Piazza della Pace per la loro disponibilità e per la fattiva collaborazione dimostrata, sottolineano come non è mai stata intenzione dell'Amministrazione Comunale mettere sotto accusa alcuna categoria economica, soprattutto perché è grazie alle iniziative e alle capacità imprenditoriali di coloro che gestiscono i locali di Piazza della Pace che questo angolo di centro storico, e di riflesso anche il resto della città, è tornato da qualche anno a questa parte ad essere vivo. La presenza in strada la sera di molte persone significa anche sicurezza, caratteristica fondamentale per rendere il centro storico cittadino un grande centro commerciale all'aperto.
D'altra parte, ricordano il Sindaco ed il Vice Sindaco, poiché una città è un organismo complesso, devono essere tenuti in considerazione i bisogni di tutti, rendendoli tra loro compatibili. Da qui l'invito agli operatori di Piazza della Pace ad una riflessione serena su cosa fosse meglio fare per venire incontro alle esigenze che una parte dei residenti di Piazza della Pace e dintorni hanno espresso chiedendo che il loro diritto alla quiete venisse tutelato.
Anche se il problema nel suo complesso non è certamente di facile soluzione, in quanto non può essere addebitato agli esercenti il fatto che alcuni avventori, dopo la chiusura, si fermino in piazza e facciano baccano, mentre gli agenti della Polizia Municipale fanno attività di prevenzione ed anche di repressione ma non possono essere sempre presenti,  grazie a questa campagna di sensibilizzazione al rispetto di Piazza della Pace e dei suoi residenti, un primo ed importante passo nella giusta direzione è stato comunque compiuto.
L’obiettivo adesso è di  continuare a fare in modo che la città resti viva e vivace così come lo è diventata negli ultimi tempi, riducendo però il più possibile il disagio lamentato dai residenti, in modo da arrivare ad una pacifica e civile convivenza tra persone che hanno esigenze diverse ma comunque legittime.



Un tonfo clamoroso?


Il Consiglio di Stato conferma in via definitiva l'annullamento della privatizzazione delle farmacie comunali di Milano: la giunta Bodini e la privatizzazione cremonese corrono lo stesso rischio?

Il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza in cui vengono rigettate le tesi del Comune di Milano e di Admenta (ex Gehe) e vengono accolte le richieste di Federfarma e dei farmacisti, motivando che la via di privatizzazione delle Farmacie Comunali di Milano, scelta dall'Amministrazione, contrasta con la tutela della salute pubblica.
“Non abbiamo mai capito” dichiara Paolo Gradnik Presidente di Federfarma Lombarda “perché l'Amministrazione Comunale - su consiglio dell'allora Assessore alle Privatizzazioni, attualmente Direttore Generale, Giorgio Porta - abbia cambiato l'orientamento iniziale e abbia preso la via avventurosa di dare le farmacie a una multinazionale tedesca anziché ai privati”.
Ci sono voluti 4 anni e battaglie legali per scrivere la parola fine su un lunga vicenda di privatizzazione sbagliata, per dimostrare l'avventatezza di questa strada che il Comune ha fortemente volute percorrere.
“Ci aspettiamo che l'Amministrazione Comunale dia pronta applicazione a questa sentenza” conclude Paolo Gradnik. “Dopo tutto questo tempo, se ci dovessero essere dei ritardi, i farmacisti saranno pronti a chiedere a un Commissario di fare quello che l'Amministrazione non vuole fare.”
La vicenda cremonese, 50 miliardi di vecchie lire in gioco, ha molte analogie con quella milanese. La Giunta Bodini che svolse l'operazione corre adesso gli stessi rischi? Sarebbe un tonfo clamoroso, dopo la vicenda Cardaminopsis, la rivicita dell'impresa Bonetti, le risorgenti polemiche su questioni certamente minori, ma vive nelle memoria dei cremonesi, come la sistemazione dei Giardini di Piazza Roma e la pensilina di piazza Stradivari.


Monitorato il flusso di traffico dal Cremonese al Piacentino


Torchio: “Il ponte di Po presidiato dalla Polizia Provinciale”


La Polizia Locale Provinciale di Cremona, comandato da Mauro Barborini, ha ricevuto disposizioni dal presidente della Provincia di Cremona, on. Giuseppe Torchio, di presidiare il ponte sul Po in direzione di Castelvetro Piacentino, stabilendo turni successivi di pattugliamento e di presenza fino al fine settimana.
Tale provvedimento è nato dall’esigenza di impedire il passaggio dei mezzi pesanti che minacciano le tenute dei giunti recentemente ristrutturati e che abbisognano di adeguato assestamento, oltretutto prolungando code e tempi di attesa.
Il presidente Giuseppe Torchio e l’assessore provinciale Fiorella Lazzari son pienamente convinti che si dovrà garantire la riapertura del Ponte nei tempi previsti per evitare il ripetersi di ritardi e proteste dell’utenza.
Per poter, quindi, garantire tale apertura, senza ulteriori slittamenti, è necessario far rispettare il passaggio consentito solo ai mezzi leggeri.
“Si calcola – ha precisato il Presidente Torchio – che nel solo pomeriggio di mercoledì la polizia provinciale abbia respinto non meno di 250-300 mezzi pesanti”.
Il presidente della Provincia di Cremona si è messo subito in contatto con il Comune di Cremona per garantire turni di presenza in ragione della dimensione superiore dell’organico e con il Presidente della Provincia di Piacenza, Gian Luigi Boiardi e con l’assessore Patrizia Calza per ottenere la continuità del servizio fino alla riapertura dell’infrastruttura che, giova ricordare, ha visto un investimento che ammonta a circa 5 miliardi di vecchie lire.

Impoverimento delle Poste Cremonesi e del Territorio, secondo i sindacati e Corada

In questi giorni il Sindaco di Cremona Gian Carlo Corada ha incontrato il rappresentante sindacale della CISAL Antonio Esposto e separatamente la delegazione del SLP-CISL, SLC-CGIL e UIL-Post, in merito alla minacciata chiusura del Centro Operativo Provinciale (CPO) di Cremona, dove avviene lo smistamento della corrispondenza, in cui lavorano 47 persone. Il piano di Poste Italiane prevede l’accorpamento dei CPO provinciali in due soli centri nella regione Lombardia, Milano Borromeo e Brescia, con il conseguente trasferimento dei lavoratori cremonesi in queste sedi. Complessivamente gli esuberi derivanti dalla dismissione di alcune lavorazioni e dal ridimensionamento dei CPO oltre che di Cremona, di Como, Varese Sondrio, Mantova e Bergamo sono 476. I Sindacati hanno evidenziato che nel CPO di Cremona vi è una forte percentuale di addetti invalidi e di personale esonerato dai servizi esterni, che difficilmente potranno trovare utilizzo per la distribuzione della corrispondenza. La questione peraltro, si inserisce in una vertenza ben più ampia che riguarda la razionalizzazione degli uffici periferici, che tocca 40 sedi sul territorio provinciale. La proposta dei Sindacati è di ricollocare parte dei dipendenti ancora nei CPO con l’implementazione di nuove lavorazioni di corrispondenza e collocare la restante parte del personale negli uffici locali provinciali evitando in questo modo il loro trasferimento in altre province (Milano e Brescia) e andando a sanare il problema negli uffici dei piccoli paesi che vengono aperti a giorni alterni. Il sindaco di Cremona Gian Carlo Corada ha assicurato il suo impegno per cercare di risolvere la questione, che nella prospettiva indicata da Poste Italiane porta sicuramente un impoverimento del territorio, oltre che dei grandi disagi ai lavoratori.

Intervento sul forno Hoffmann: Campagnolo risponde al Consigliere Zaffanella

Nel mese di agosto il Consigliere Comunale Giacomo Zaffanella ha presentato all'Amministrazione Comunale la seguente interrogazione con richiesta di risposta scritta: "Premesso che in data 4 agosto un quotidiano locale riportava la notizia dello stanziamento di € 7.000,00 da parte del Comune per rallentare il deterioramento del forno Hofmann; premesso che nello stesso articolo si parla di un progetto già presentato in Comune secondo il quale tale area doveva diventare uno spazio per attività culturali e di intrattenimento, con due sale al primo piano ed una al piano terra, oltre alla presenza di locali di ristoro, ed era inoltre prevista una copertura in policarbonato come protezione dalle intemperie; si chiede se il progetto dello scorso aprile è stato accantonato o si è dovuto ridimensionare a causa di difficoltà giunte in seguito; se tale zona continuerà ad essere in stato di abbandono e degrado o se vi è la volontà concreta di effettuare opere importanti e non solo di rallentamento del deterioramento".
Nei tempi previsti, sentita la Giunta Comunale, l'Assessore al Patrimonio Comunale Stefano Campagnolo ha inviato al Consigliere Zaffanella la seguente risposta: "L'intervento recentemente effettuato è consistito in alcuni lavori di conservazione limitati alle arcate murarie dell'ex forno rivolte verso l'arena cinematografica; è stata ricostituita la continuità dei corsi di muratura sopra gli archi ed è ststa posata una lattoneria di protezione sulle murature e sulle catene lignee per arrestare il degrado e garantire la completa agibilità dell'arena cinematografica. E' stata poi posata una protezione antivegetativa sopra il forno. Il progetto che prevede la rivitalizzazione dell'ex forno attraverso la creazione di nuovi spazi per spettacoli cinematografici al coperto verrà attuato individuando, con una procedura di gara, un concessionario incaricato sia di realizzare sia di gestire la struttura; l'intervento comprenderà anche la riqualificazione delle camere di combustione dell'ex forno. Nel caso che questa procedura non portasse all'individuazione di un soggetto interessato, si realizzerà direttamente un organico intervento finalizzato a proteggere e conservare, in via duratura, i resti del manufatto industriale".




La pagina è aggiornata alle ore 11:40:03 di Dom, 25 set 2005




Dossier


Quando la foto è storia, umanità, nostalgia: uno straordinario libro di Ezio Quiresi
C'è qualcuno che ricorda Pirlin?





I fumetti di una bambina: Vera Villaschi



La poesia di una bambina che resta tra noi con i suoi straordinari fumetti

cliccando qui li vedrete scorrere una pagina dopo l'altra. Un'emozione intensa ed un sogno che tocca anche il cuore più duro



SONDAGGIO

E' giusto intitolare

una via di Cremona

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